Ancora scimmioni
Ho tra le mani un piccolo libro appena uscito, King Kong. La “Grande Scimmia” dal cinema al mito e ritorno di Giovanni Russo. Non l’ho ancora letto, ma la prefazione di Alberto Abruzzese mi ha colpito per il titolo, che suona un po’ come la frase di lancio di un film d’altri tempi: King Kong, ovvero: può il post-umano distruggere il non-umano?
La domanda non è peregrina, dal momento che il barbarico scimmione ci si presenta ora agghindato di tutte le meraviglie del digitale, e che il sublime degli spettacoli naturali – foreste, eruzioni, catastrofi – è oggi insidiato dal sublime tecnologico, in cui l’uomo stesso inscena il suo superamento.
La domanda non è peregrina, ma sospetto che la risposta sia stata già fornita, quasi quarant’anni fa, dal regista giapponese Ishirô Honda in Kingukongu no gyakushu (1967), uscito in Italia come King Kong, il gigante della foresta. In breve, in questo film che a quanto pare ha tutti i crismi della fantascienza post-Hiroshima, il nostro scimmione deve scontrarsi con MechaKong, un gigantesco gorilla robot. Può il post-umano distruggere il non-umano?
Sto cercando di procurarmi il film, appena potrò assistere allo scontro epocale vi terrò informati sul suo esito, e sui destini della nostra civiltà.
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