Il blog di Guido Vitiello

Archive for the ‘Giustizia’ Category

Chi è più felice di Alfonso Bonafede?

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Com’è splendente, in questi giorni, Alfonso Bonafede! Brillano gli occhiali, brillano gli occhi dipinti sugli occhiali, brillano i denti già resi fosforescenti dal trattamento sbiancante imposto da Casalino, brilla di brillantina perfino quella sua svettante acconciatura da upupa, che sembra adesso il copricapo di un sovrano, o la corona di una reginetta di bellezza. E lui, stralunato e felice, non appena gli avvicinano un microfono si affretta a sbrigare la prima incombenza che si presenta a ogni miss: manifestare la sua emozione con i lucciconi agli occhi. Lo ha detto l’altra sera a Corrado Formigli, “quel ministero ha dentro un’emozione”, proprio così, un’emozione che gli mette i brividi, e si è anche augurato che quei brividi magici gli restino addosso per tutta la legislatura, che quella pelle d’oca non si acquieti mai. Ha poi raccontato di aver chiesto a tutti i dipendenti del ministero – e io cosa darei per vedere le loro facce in quel momento! – di “non smettere mai di farsi contaminare dall’entusiasmo dei cittadini”, che è un po’ come, per una miss, perorare con un largo sorriso la causa della pace nel mondo. Chi è più felice di Alfonso Bonafede? Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

giugno 16, 2018 at 11:01 am

Davanti Sant’Enzo

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Dopo una lunga stagione di oblio volontario e di cattiva coscienza, il caso Tortora è ormai parte del calendario liturgico nazionale. Tra la tarda primavera e la tarda estate i giornali commemorano ogni stazione della via crucis: l’anniversario dell’arresto, l’anniversario della condanna, l’anniversario dell’assoluzione, l’anniversario della morte. L’anniversario del referendum no, quello non è abbastanza cristologico, potrebbe turbare l’animo dei fedeli radunati per la sacra rappresentazione della passione. Ce lo vedete, voi, un Cristo che si schioda dalla croce e si mette a raccogliere firme contro Caifa? Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

giugno 2, 2018 at 10:55 am

Il Consiglio di Persia

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Un centone sciasciano potrebbe intitolarsi “Il Consiglio di Persia”. Lo immagino come una sotie senza grandi pretese e, neppure a dirlo, senza agganci che non siano fortuiti con fatti realmente accaduti e personaggi esistiti o esistenti: solo una bella favola orientale raccontata da un illuminista, intorno alle vicende di una penisola immaginaria al largo delle cui coste galleggia un’isola metaforica. Sarebbe – come già Il Consiglio d’Egitto di Sciascia, che le fa da remota ispirazione – la storia di un grandioso imbroglio filologico, giudiziario e politico, così ben riuscito da attirarsi il plauso degli imbrogliati e perfino una recalcitrante ammirazione da parte di chi ne aveva smascherato il trucco. L’intrigo parte, stavolta, non da un misterioso codice arabo conservato in Sicilia, manoscritto di una vita di Maometto, ma da un fogliaccio fotocopiato e rimaneggiato da un calunniatore maldestro; una patacca, insomma, messa al servizio di un disegno audacissimo: la riscrittura – “dal nulla o quasi” – della storia non già dei musulmani di Sicilia, come nel Consiglio d’Egitto, ma di una sanguinosa stagione di stragi attraversata, un quarto di secolo prima, dagli abitanti della penisola immaginaria e dell’isola metaforica. Del resto, si legge nell’originale sciasciano, “c’era più merito ad inventarla, la storia, che a trascriverla”. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

maggio 20, 2018 at 7:42 pm

Pubblicato su Giustizia, Il Foglio, Mani bucate

Trattativa for dummies

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Per i più piccini e per i duri d’ingegno, un piccolo schema dell’idea aberrante dietro la mitologia della “trattativa”, che da qualche giorno può farsi scudo di una sentenza.

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aprile 23, 2018 at 12:26 pm

Pubblicato su Giustizia, Politica

Lettera a un abitante di Sirio sulla giustizia italiana

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Caro filosofo che vivi su Sirio,

In uno dei pianeti che girano intorno alla stella chiamata Sole capita di leggere, come fosse la cosa più normale del mondo, parole come queste: “Una delle differenze principali in materia di giornalismo giudiziario tra l’Italia e altri paesi occidentali è la capacità della magistratura italiana rispetto a quelle estere di produrre notizie, scoop, fatti di interesse pubblico. Lo dico senza tema di smentite: non esiste una magistratura così potente e così capace di produrre notizie come quella italiana”. A parlare così è un cronista giudiziario terrestre, Marco Lillo, sull’ultimo numero di una rivista il cui nome, caro filosofo di Sirio, dovrà per forza suonarti familiare: MicroMega. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

aprile 21, 2018 at 5:42 pm

Pubblicato su Giustizia, Il Foglio, Mani bucate

“Dovrebbe accadere un cataclisma” (piccolo angolo della paranoia)

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Dal Pendolo di Foucault, capitolo 30, pagina 161: “Lo incatenano nell’isola di Patmos e il poveretto incomincia ad aver le traveggole, vede le cavallette sulla spalliera del letto, fate tacere quelle trombe, da dove viene tutto questo sangue… E gli altri a dire che beve, che è l’arteriosclerosi… E se fosse andata davvero così?”. L’apostolo Giovanni sarebbe dunque uno di quei tipi strambi che non mancano mai in un buon thriller fantapolitico, l’ubriacone paranoico con la testa piena di congetture che vive in una stamberga tappezzata di ritagli di giornale, fotografie, appunti scarabocchiati, frecce che connettono tutto con tutto secondo leggi imperscrutabili di causalità. Se fossimo in un film, però, il finale sarebbe facile da prevedere: una mattina tutti si svegliano al suono delle trombe dell’Apocalisse e capiscono che il pazzo aveva ragione. Bene, tenete presente questa premessa quando mi ritroverete con la barba sfatta, tra portacenere traboccanti e lattine di birra accartocciate, ai piedi di una grande bacheca di sughero. Sotto la scritta a pennarello “Segni dei Tempi 1992-2017” noterete alcuni foglietti strani. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

marzo 8, 2017 at 12:30 pm

La scrofa ferita e il comico mannaro

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Cominciò con la lapidazione rituale del cinghiale sotto una grandine di monete, il 30 aprile di ventitré anni fa; ed è finita, la Seconda repubblica, con l’abbattimento della scrofa ferita, nel tripudio del 4 dicembre. Quando una compagine civile si disgrega, dalle sue crepe riaffiora la forma più arcaica di assembramento umano, quella che Elias Canetti chiamava “muta di caccia”. Gli uomini la appresero dai branchi di lupi, capaci di circondare e sbranare un grosso animale; le leggende sui lupi mannari, si legge in Massa e potere, attestano la prossimità tra le due specie, canide e umana. E come è rivelatrice, la vita segreta delle metafore: dopo aver azzannato la scrofa, Beppe Grillo ha scritto sul blog: “Mi dispiace, non sarò il vostro comico mannaro”. Lì va cercata, diceva Canetti, la matrice dei linciaggi: “La muta vuole una preda: vuole il suo sangue e la sua morte. Deve inseguirla veloce e senza lasciarsi distrarre, con astuzia e tenacia, per afferrarla. La muta si incoraggia abbaiando tutta insieme”. Può abbaiare “Bettino, vuoi pure queste?”, o può abbaiare “Onestà, onestà”: poco cambia. Dal flash mob al lynch mob il passo è breve. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

dicembre 30, 2016 at 6:14 pm