Il blog di Guido Vitiello

Sciascia, Maccari, Flaiano

leave a comment »

IMG_7036.JPG

Il poeta Simonide era appena stato chiamato fuori dalla sala quando il soffitto crollò in testa ai convitati del banchetto del pugile Scopa; e il giorno dopo i parenti, che avrebbero voluto seppellire i loro morti, non sapevano come raccapezzarsi tra quei resti umani sfigurati. Per fortuna Simonide era dotato di una memoria prodigiosa, e pensando a dov’era seduto ciascun commensale poté identificare i morti e ricreare un ideale ritratto di gruppo di quella cena finita in catastrofe. Era nata, leggenda vuole, la mnemotecnica. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

febbraio 20, 2019 at 4:55 pm

Una corona per Mara Carfagna

leave a comment »

Mara-Carfagna-L.jpg

La drammaturgia politica non è poi così diversa da quella del cinema o della tv. Pensate ai vecchi noir degli anni d’oro di Hollywood: quando il divo era in scena, nessuno doveva fargli ombra. Per questo il comprimario doveva essere più brutto, più calvo e possibilmente più basso – cosa che riusciva facile con il metro e novanta di Gary Cooper, un po’ meno con il metro e settantatré di Humphrey Bogart. Tutt’al più, a tener testa al tenebroso eroe poteva essere una donna più scaltra e più astuta di lui. Ma pensate pure ai vecchi telefilm di Batman: il fido Robin lo affiancava con la sua tutina colorata, innocuo come un buffo Papageno; e i suoi antagonisti, giullari e pinguini, erano tutti un po’ grotteschi. Solo a cospetto di Cat Woman il supereroe perdeva la sua sicumera – del resto, nella catena alimentare il gatto prevale sul pipistrello. Ecco, se Salvini vuole fare Batman – il Batman fieramente panzone del telefilm con Adam West – e Di Maio è oramai il suo Robin, come ha suggerito Francesco Cundari, l’antica arte del racconto prescrive che a frenare le sue intemperanze superomistiche debba essere una donna dal polso fermo e dal carattere fiero. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

febbraio 20, 2019 at 4:24 pm

Pubblicato su Il Foglio, Uncategorized

De bello misogallico

leave a comment »

IMG_7571.JPG

I libri che mi serviranno oggi o domani li tengo a portata di mano sulla scrivania, quelli che immagino possano tornarmi utili dopodomani se ne stanno in paziente attesa su qualche mensola nei paraggi, e così via fino al cerchio più esterno della biblioteca, lo scaffale più inaccessibile in cima alla libreria più alta, quello che per raggiungerlo devi salire su una scala. Lì prendono polvere in un limbo eterno i libri di cui so per certo che non mi serviranno mai – antologie del liceo, grammatiche greche, classici che si leggono solo a scuola. Ebbene, non l’avrei mai creduto, ma oggi ho dovuto prendere la scala e inerpicarmi fin quasi al soffitto per tirar giù Il Misogallo di Vittorio Alfieri. Ne ho – molto  opportunamente – un’edizione del 1935, venduta a lire quattro. In calce alla prefazione trovavi pure una bella impennata patriottica nascosta in una nota sulle edizioni, con tanto di intimazione al governo d’oltralpe: “E ora la Francia ci restituisca pure tre copie del Misogallo!”. Misogallo, ovvero l’antifrancese. Se ho rispolverato (letteralmente: passandoci sopra un panno) questa “operuccia nata a pezzi ed a caso”, fatta di prose e di sonetti e di epigrammi sarcastici, non è tanto per ricavarne improbabili analogie tra l’Alfieri legittimista e controrivoluzionario e le sparate assai poco letterarie di un Di Battista (che a volergli proprio trovare un antenato può far pensare al Foscolo scimmiesco canzonato da Gadda – i basettoni, il petto snudato sotto la camicia bianca), quanto per rivisitare alla fonte il fiume delle ingiurie antifrancesi: “Rubano i Galli tutto agl’Italiani”! Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

febbraio 14, 2019 at 10:48 am

LTR. La Lingua della Terza Repubblica

leave a comment »

Victor-Klemperer+LTI-Die-unbewältigte-Sprache-Aus-dem-Notizbuch-eines-Philologen-Lingua-Tertii

Illiberali, noi? Il commissario Moscovici non si permetta di insinuarlo, perché siamo la seconda forza manifatturiera d’Europa. Se a distanza di tre mesi questa frase di Luigi Di Maio ancora mi perseguita è perché, approfittando della distrazione dei miei primi sghignazzi, si è fatta strada dentro di me fino a raggiungere la regione buia dove prendono forma incubi, presagi e terrori. Quando il ministro dello sviluppo economico nonché capo del primo partito italiano è candidamente convinto che “liberalismo” sia sinonimo di “manifattura”, per il piccolo clan dei liberali è qualcosa di più di una sconfitta, è una minaccia di estinzione linguistica. Etnologi e linguisti conoscono bene il fenomeno: accade che il numero dei locutori di una lingua si assottiglia – per guerre, genocidi, pulizie etniche, catastrofi naturali, epidemie – fino a quando a parlarla non resta che una bocciofila di anziani del villaggio. Morto l’ultimo, si porta la lingua nella tomba. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

febbraio 9, 2019 at 7:23 pm

Il coro dei fuori dal coro

leave a comment »

ba3bc48a92f48f2933a06cbe3cf52675

Chi ha ucciso Laio? Che domande, è stato Edipo! Una baruffa stradale finita in tragedia, una questione di precedenza nel passaggio dei cocchi, ai tempi anarchici prima dell’invenzione del semaforo. Eppure non tutti presero per buona la sentenza suffragata dall’oracolo, dall’indovino e dallo stesso reo confesso. Karl Harshbarger, nel saggio “Who killed Laius?” (1965), riesaminò il fascicolo di Sofocle e propose una revisione del processo: “Se è possibile che Edipo non abbia ucciso Laio, possiamo determinare a partire dal dramma se c’è qualcun altro che avrebbe potuto farlo? Penso di sì. Ho scelto un sospetto che potrebbe apparire il meno probabile: il coro”. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

febbraio 9, 2019 at 7:18 pm

Subcomandante Dibba

leave a comment »

IMG_6967

Lui sa, ma non ha le prove. Di Battista sa che dietro il massacro mediatico di Danilo, nome in codice da guerrigliero di Toninelli, c’è la mano dei Benetton – lo ha insinuato l’altra sera, pasolineggiando, da Fazio. Del resto, è opinione comune tra giacobini, inquisitori e incroci vari tra le due razze che le prove siano sopravvalutate (“Per credere a un complotto voi avete bisogno di prove giuridiche; a me basta l’andamento della situazione generale, le relazioni dei nemici della libertà, gli andirivieni di certi agenti del potere”, aveva detto Marat). Di Battista sa. Forse suo cugino ha le prove. Io invece non so. Magari so abbastanza per sapere che lui non sa e neppure suo cugino, in un intreccio gnoseologico che più che a Pasolini fa pensare a un vecchio film con Alberto Sordi e Monica Vitti. Ma resta il fatto che non so; e tuttavia, se dovessi anch’io far finta di sapere, inclinerei a sospettare che la mano dei Benetton o di altri Savi di Sion della finanza cosmopolita c’è, occulta e potentissima, proprio dietro l’ascesa di Di Battista. Seguitemi: sono un cazzaro di talento. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

febbraio 9, 2019 at 7:12 pm

Oltreparlamentarismo

leave a comment »

s-l1600 (1).jpg

Quando ho voglia di indispettire un amico magistrato (ma non fino al punto di farmi incriminare) rispolvero un mio vecchio progetto fantagiuridico di riforma della procedura penale. Già oggi molti processi si celebrano sui media più che nelle aule di giustizia, gli dico, e tutto fa supporre che le cose andranno peggiorando. Forse non sarà domani, magari neppure dopodomani, ma verrà il giorno in cui constateremo che abbiamo perso la guerra, che è velleitario cercare di mettere la cavezza alla bestiaccia indocile dell’informazione giudiziaria o sperare di ricondurre all’ovile dei tribunali la pecorella smarrita del processo, che ha preso l’abitudine di pascolare un po’ dove gli capita. Quando quel giorno arriverà, sarà bene che ci trovi pronti con in mano un codice garantista per disciplinare il rito mediatico, che l’imputato potrà scegliere come oggi sceglie, se gli conviene, il rito abbreviato. Il processo penale si svolgerà direttamente in uno studio televisivo e nelle forme di uno show, ma in condizioni di perfetta parità tra le parti, con regole precise di acquisizione delle prove e di escussione delle testimonianze. Se vogliamo, sarebbe un’estensione dell’area di giurisdizione di format arbitrali come l’americano Judge Judy o il nostro Forum (magari meno soporifero), nonché un taglio drastico di quel nodo che Antoine Garapon, nel suo saggio sul rituale giudiziario, chiamava la “delocalizzazione della scena giudiziaria nei media”. Dico queste cose con la faccia serissima, vedo l’amico magistrato che s’irrigidisce, sbuffa, scalpita, ma dopo aver riso un poco a sue spese mi rabbuio e piombo nello sconforto anch’io. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

gennaio 18, 2019 at 3:03 pm