Il blog di Guido Vitiello

Il nuovo mattino dei maghi (e una notte insonne)

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Non m’intendo di numerologia e non intendo intendermene in futuro, ma è bastato un giro di giostra tra pitagorici, cabalisti e angelologi su internet per apprendere che tutti assegnano un significato divinatorio ai numeri tripli, specie se li vediamo comparire sul quadrante di un orologio. Perché diamine ho fatto questo giro balordo, direte voi. L’ho fatto perché l’altra notte, quando la sveglia sul comodino segnava le 2:22, è apparsa su Twitter l’angosciante visione di un commentatore politico: “È come se tutti i maghi di tutte le televisioni locali di tutte le notti insonni della mia vita fossero diventati improvvisamente il governo di questo paese”. Alle 3:33 ero ancora lì a rimuginarci, persa ogni velleità di dormire. Alle 4:44 avevo tirato giù dagli scaffali tutti i libri utili a decifrare l’arcano. Alle 5:55, mannaggia alle mie mani bucate, ne avevo già comprato un altro su Kindle. E meno male che non esistono le 6:66, o l’intero condominio sarebbe stato svegliato di soprassalto da un tizio in pigiama che annunciava dal balcone l’imminente venuta dell’Anticristo. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

settembre 16, 2018 at 12:53 pm

Romanizzare i barbari? Ne parlarono nel 1923. Non finì bene

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Nota a margine ritardataria alla querelle tra liberali sulla romanizzazione dei barbari (mozione Orsina) o sulla loro cacciata – con ipotesi, in caso contrario, di autoesilio in Papuasia (mozione Panebianco). Il lettore decida se il mio ritardo si debba misurare in giorni o in decenni, già che ho voluto ripescare un articolo del 26 maggio 1923 che la Stampa pubblicò con il titolo “Come collaborare (Intervista con un liberale piemontese)”. Più che un’intervista era un dialogo tra giolittiani, e la mia fonte suppone che i due anonimi interlocutori fossero Alfredo Frassati, direttore del quotidiano torinese (ancora per poco: lo stavano per raggiungere le premurose attenzioni degli squadristi), e lo stesso Giolitti. Chi ha flemma necessaria per perder tempo con cose di novantacinque anni fa, avrà anche buone riserve d’indolenza per non correre alle conclusioni che rendono inconcludente ogni dibattito: il problema qui non è lo spauracchio del fascismo che torna, il problema è cosa debbano fare i liberali davanti a una valanga che di liberale non ha nulla, e di illiberale tutto. Leggi il seguito di questo post »

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settembre 8, 2018 at 4:25 pm

Tramonti paralleli. Grillo e Giannini

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Beppe Grillo, assicurano da mesi informatori, pentiti e dissociati del clan dei Casaleggesi, non conta più nulla. Il vecchio padrino si sbraccia per farsi notare, mendica un riflettore o anche solo un lampione stradale, e sarà per questo che gli capita di dire – sul carcere, sull’omeopatia – cose quasi assennate, nella foga di smarcarsi dai figliocci al governo che continuano a rivendersi tra gli applausi lo sperimentato repertorio delle sue antiche fesserie. Il tramonto di questo Calvero in cerca di un’ultima gag potrebbe spremerci qualche lacrimetta chapliniana, ma basta ricompitare le sue colpe immani nella degenerazione della vita italiana per lasciarlo freddamente al suo destino. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 31, 2018 at 12:30 pm

Gli esperti. Ennio Flaiano, 1958

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Il lettore sia indulgente se questa settimana, più che scrivere, trascrivo. Ma che colpa ne ho se quel che c’è da dire – su Genova, sui buiaccari al governo, sulle scimmie urlatrici dei social network – lo aveva già detto sessant’anni fa Ennio Flaiano? “Gli esperti”, dal Corriere della Sera del 2 dicembre 1958 (oggi in Le ombre bianche, Adelphi): “Se hai deciso di venire al caffè con noi la sera, preparati ad essere un buon esperto”. È uno dei motivi di orgoglio patriottico: “Tu parli con un francese, con un inglese e – ammettendo che tu sappia il tedesco – con un tedesco. Dopo un po’ la conversazione langue. Il difetto è che non portano a fondo l’argomento, e non posseggono mai i dati per un giudizio”. In Italia no, “l’ultimo cliente del nostro caffè morirebbe dalla vergogna, non oserebbe più farsi vedere se non tentasse sino alla chiusura delle serrande di sostenere il suo punto di vista”. E non si tratta solo d’arte o di politica, beninteso: “Due anni fa, per esempio, affondò un piroscafo nello scontro con un altro piroscafo. Noi per un mese – e anche due – ogni sera abbiamo parlato, tecnicamente, del disgraziato evento. Pur non avendo una diretta conoscenza della navigazione oceanica (i nostri spostamenti per mare si limitavano al tratto Napoli-Capri) noi sapevamo tutto: quali luci i due piroscafi avrebbero dovuto tenere accese (lo scontro accadde di notte), che intervallo passa tra un segnale di sirena e l’altro in caso di nebbia, come si naviga in alto mare, che differenza passa tra stazza, volume e tonnellaggio, cos’è un quarto di notte, lo spessore di una lamiera, chi ha il diritto di precedenza, come si tira a galla una nave affondata”. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 21, 2018 at 7:27 am

Due libri per rovinarsi le vacanze

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I libri scovati nel piccolo emporio a pochi passi dalla spiaggia, nell’espositore rotante tra i palloni insaccati e gli olii abbronzanti, o su una bancarella di una città dove vai a zonzo per qualche giorno di vacanza, comprati senza premeditazione e divorati sul posto, scordandoti di quelli che dopo lunghe selezioni e dolorose esclusioni avevi messo in valigia: esistono letture più libere, più divaganti, più ispirate? Ma se il cuore ti pesa, anche quegli imprevisti compagni di vagabondaggio, scantonando per vicoli, ti riportano fatalmente dove non vorresti. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 16, 2018 at 2:58 pm

Profondo rozzo. I trumpiani di provincia e il deep state

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La grande onda gialloverde, a dispetto del suo fragore, non ha ancora depositato a riva nessuna idea nuova che valga la pena discutere. E dire che sono in molti a tentare di cavalcarla, pagaiando affannati con le braccia, a pancia in giù sulle loro tavole da surf: cattolici slavofili che si affidano al gladio del nuovo zar per spazzar via l’apostasia mondialista del drago a due teste Soros-Bergoglio, magari con la benedizione di qualche Augusto Del Noce in sedicesimo, diciamo pure qualche Del Nocciolina; evoliani ringalluzziti perché il Barone nero è stato salvato e riportato sul bagnasciuga da due scafisti intellettuali, uno sbarcato dall’America (Bannon) e l’altro dalla Russia (Dugin), con Fusaro e Giulietto Chiesa vicescafisti; qualche reaganiano chiassoso da mercato rionale (sempre mercato è) convinto che la grande onda sia quella del capitalismo che si rinnova, roba da Tea party sotto allucinogeni. Più defilati, e con meno mulinar di braccia, ci sono poi stimabili liberal-conservatori che si struggono per rivivere con Salvini l’amore bovaristico che li legò (con qualche ragione in più) a Rodolphe-Berlusconi, illusi che, al di là delle intemperanze da burbero, stia creando il grande partito conservatore. E questo senza neppure contare il think tank della dinastia Casaleggio, che in anni di pensosa elaborazione tutto ciò che ha saputo produrre è un antiparlamentarismo da rivincita dei nerd e un rousseauismo da liceo occupato. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 12, 2018 at 12:00 pm

Chi andiamo a lapidare questa sera?

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Quando quei pii attaccabrighe degli scribi e dei farisei gli si fecero sotto con un’adultera da lapidare e una controversia legale da dirimere, Gesù si chinò a scrivere nella polvere con un dito. È una scena che si ripete tutti i giorni, non sette volte ma settanta volte sette. Si può dire che è lo schema occulto su cui si regge la macchina persecutoria a moto perpetuo che per inerzia tardo-illuministica continuiamo a chiamare dibattito pubblico: ti mettono sotto il naso un peccatore qualunque, potente o disgraziato, pensionato d’oro o migrante, gli appuntano sulla schiena il cartellino di qualche emergenza politica più o meno pretestuosa, di qualche cruccio giuridico più o meno cavilloso, e poi ti chiedono, petulanti: allora, non vieni a lapidarlo con noi? Che fai, lo difendi? La macchina funziona a pieno regime, e dopo anni di rodaggio sui social network e nei talk-show è arrivata al governo o alle soglie del governo in molti paesi, incluso il nostro. E il guaio è che nessuno, al di qua o al di là dell’Atlantico, ha ancora trovato il modo per mettere un granello di sabbia nell’ingranaggio, per sabotarlo o incepparlo. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 12, 2018 at 11:46 am