Il blog di Guido Vitiello

Qohélet in cyclette (Mani bucate, 17)

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Se mi affaccio alla finestra, sul balcone dirimpetto vedo una cyclette. Il sole sorge, il sole tramonta, la cyclette è sempre lì: nera e abbandonata. Sono trascorse molte stagioni, e il proprietario non l’ha smossa di un millimetro; che voglia giocarmi qualche scherzo allegorico mi pare ormai evidente. Poco male, la prendo come un’occasione per allenarmi negli esercizi spirituali che ho appreso molti anni fa da un articolo di Pietro Citati: “Se avremo immaginazione, accoglieremo nella grande rete delle corrispondenze, accanto alle stelle e ai fiori, quello che gli uomini hanno costruito. Anche un vecchio lavastoviglie o un vecchio computer possono entrare nel regno dei rapporti e degli echi, e perdersi nella tenebrosa e profonda unità, vasta come la notte e come la luce, dove la fantasia ama condurci”. Citati non riusciva a scrollarsi di dosso il vezzo dell’umanista saturnino che trova poetica la tecnologia solo allo stato di rovina. Che abbaglio bovaristico! Lo invito ad ammirare, dalla finestra del microonde, il crepitante spettacolo cosmogonico dei popcorn che si formano nel loro sacchetto; o la piccola cerimonia di possessione della lavatrice nella fase della centrifuga, che si dimena e schiuma come una tarantata salentina. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

settembre 26, 2016 at 11:52 am

I, the Jury. De Cataldo a Venezia (Mani bucate, 16)

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Con un bel titolo spaccone da romanzo di Mickey Spillane – “Io, giurato” – Repubblica ha presentato lunedì il diario del magistrato-scrittore Giancarlo De Cataldo sui suoi giorni al festival di Venezia. Niente noiose incombenze tribunalizie, niente motivazioni da depositare, lo smoking al posto della toga, film non tutti esaltanti ma comunque più spassosi di una sfilata di testimoni, periti e imputati, Sam Mendes a presiedere l’assise, bellezze come Nina Hoss e Gemma Arterton che ti aspettano in camera di consiglio. Eppure, ci vuole ben altro per mandare in vacanza la deformazione professionale. Alla fine, come si sa, hanno premiato un film filippino su una donna che si è fatta trent’anni di carcere per un omicidio di cui era innocente, una storia ambientata nel 1997. “Aspettiamoci critiche. Un mio vecchio capo diceva: quando una sentenza scontenta tutti, allora è giusta”. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

settembre 19, 2016 at 12:14 pm

Ci sono anche ladri platonici (Mani bucate, 15)

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Un buon metodo per torcere il collo all’eloquenza è coltivare l’abitudine dispettosa di rispondere alle domande retoriche, come fanno saggiamente i bambini. Questa di Balzac, per esempio, non merita davvero di farla franca: “Dove troverete, nell’oceano della letteratura, un libro che emerga e possa competere in genialità con questo trafiletto: ‘Ieri alle quattro una giovane donna si è buttata nella Senna dall’alto del Ponte delle Arti’?”.

Dove? Ma a casa mia, che domande! – ecco la mia risposta non retorica. Perché questo libro io l’ho trovato, e l’ho ripescato come un relitto dal fondo dell’oceano della letteratura di seconda mano. Si chiama Strangolata con un portacenere, pubblicato da Bompiani nel 1974. Era una raccolta-collage di titoli che Teresa Cremisi ritagliò dai quotidiani italiani per quattro anni, tra il 1 gennaio del 1970 e il 31 dicembre del 1973. Non la solita galleria di refusi comici, di doppi sensi involontari, di lanci d’agenzia surreali: la Cremisi si era accorta che alcuni titoli, separati dai rispettivi articoli come teste spiccate dai corpi, si illuminavano per effetto di un’imprevedibile anamorfosi letteraria o metafisica. Leggi il seguito di questo post »

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settembre 12, 2016 at 5:47 pm

Giovanni, telegrafista (Mani bucate, 14)

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Questa settimana l’ho fatta grossa: ho comprato un telegrafo. D’accordo, non proprio un telegrafo vero, ho comprato un telegrafo giocattolo prodotto negli anni Cinquanta dalla Bral, quella che fabbricava i trenini, il meccano e altre minuterie metalliche. È tutto ossidato e corroso, non c’è verso di farlo funzionare, ma poco importa. L’ho comprato per allestire un modesto tabernacolo casalingo alla più bella, inarrivabile delle canzoni: Giovanni, telegrafista di Enzo Jannacci. Leggi il seguito di questo post »

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settembre 10, 2016 at 6:40 pm

Charlie Brown amante cortese (Mani bucate, 13)

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Apollinaire sposò la sua jolie rousse, Jacqueline Kolb, due settimane dopo aver pubblicato i Calligrammes; Charlie Brown non riuscì neppure a rivolgere un saluto alla “ragazzina coi capelli rossi”, la compagna di scuola di cui era innamorato. Il provenzale che vive in me non ha dubbi su chi dei due meriti la palma della cortesia.

È morta i primi di agosto Donna Johnson, divenuta Donna Wold dopo aver sposato il suo signore feudale, un vigile del fuoco – e ditemi voi se c’è al mondo un nome proprio più trobadorico. Charles M. Schulz, che la corteggiò a lungo, ne mascherò l’identità sotto il senhal di Little Red-Haired Girl – “acciò che il vostro nome dir non oso”, come nel sonetto di Guittone. E le strisce che raccontano il corteggiamento del timido Charlie Brown si possono leggere, oggi, come un’incantevole miniatura novecentesca dell’amore di Jaufré Rudel per la contessa di Tripoli, la Dama amata e mai veduta, conosciuta solo nel momento della morte. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 28, 2016 at 3:03 pm

Mi iscrivo ai terroristi (Mani bucate, 12)

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Bellezza riposata dei solai, dove il rifiuto secolare dorme! E dove può capitare di trovare, in una vecchia scatola di scarpe piena di cassette musicali lasciate a svernare per un’improbabile seconda primavera del mangianastri, una Sony HF da 60 minuti, con l’etichetta messa un po’ di sghembo e un misterioso nome appuntato a matita: Magnotta. E al solo leggere quelle tre sillabe, nel mio cuore amico scende il ricordo. Magnotta, nome non fine ma dolce, che come le essenze resusciti le adolescenze del millenovecentoottantasette. La lavatrice – che malinconia! Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 23, 2016 at 4:08 pm

Pubblicato su Il Foglio, Mani bucate

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Forse non tutti sanno che…

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Ho inaugurato su Internazionale una rubrica di posta, Il bibliopatologo risponde. L’idea è quella di raccogliere i dati per il primo Rapporto Kinsey sulle perversioni culturali.

Scrivete, e vi sarà risposto.

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Written by Guido

agosto 20, 2016 at 10:29 am

Pubblicato su Internazionale