Il blog di Guido Vitiello

Archive for the ‘Il Foglio’ Category

I calchi liberali di Pompei

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Per un teenager liberale, era come essere a Woodstock. Non avevo neppure vent’anni, e nel salone del Collegio Nazareno, a Roma, erano accorsi almeno in cento – e fidatevi, già sopra i dodici per i liberali è una Woodstock – ad ascoltare una conferenza di Antonio Martino. C’erano anche delle donne, giovani per giunta, cosa insolita per quei ritrovi liberoscambisti frequentati da maschi misantropi e larvatamente misogini. Doveva essere il 1995 – la nostra Summer of Love ritardataria, il nostro Be-In senza corone di fiori. Ricordo il fremito galvanico che percorse la folla assiepata nell’aula magna quando Martino – ed era come ascoltare Timothy Leary che arringava gli hippies di San Francisco al grido di turn on, tune in, drop out – proclamò che il liberale deve saper essere conservatore per difendere libertà già acquisite, radicale per conquistarne di nuove, reazionario per recuperare le smarrite, rivoluzionario se non ci sono alternative. Davanti ai nostri occhi si disegnava la sagoma ideale di questo Proteo moderno, un eroe politicamente metamorfico che doveva, seguendo le movenze capricciose della storia, assaltare la Bastiglia o gridare Vive le Roi!, addestrarsi col fucile nella Sierra Maestra con tanto di barba o spalleggiare la guardia batistiana – sempre cangiante, sempre irriconoscibile, con la sola stella fissa della libertà. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

settembre 30, 2018 at 2:11 pm

Come il nostro senno finì sulla Luna

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Il paladino Astolfo volò fino alla Luna in groppa all’ippogrifo per recuperare il senno di Orlando, racchiuso in una grossa ampolla. Ma quando a trasmigrare su quell’astro gelido è il senno di un’intera nazione, non c’è missione spaziale a cui affidare le nostre residue speranze di rinsavimento. Nelle ore in cui bande di lunatici brigano per mettere sul trono della televisione pubblica un altro lunatico, un tale che spargeva balordaggini sulle cene demoniache di Hillary Clinton in casa di un’artista nota per dipingere con una vernice fatta di sangue di maiale, sperma, urina e latte di donna, torno a chiedermi come e quando è successo che i due grandi serbatoi della paranoia – il complottismo politico e l’occultismo sataneggiante – diventassero vasi comunicanti. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

settembre 23, 2018 at 12:44 pm

Il nuovo mattino dei maghi (e una notte insonne)

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Non m’intendo di numerologia e non intendo intendermene in futuro, ma è bastato un giro di giostra tra pitagorici, cabalisti e angelologi su internet per apprendere che tutti assegnano un significato divinatorio ai numeri tripli, specie se li vediamo comparire sul quadrante di un orologio. Perché diamine ho fatto questo giro balordo, direte voi. L’ho fatto perché l’altra notte, quando la sveglia sul comodino segnava le 2:22, è apparsa su Twitter l’angosciante visione di un commentatore politico: “È come se tutti i maghi di tutte le televisioni locali di tutte le notti insonni della mia vita fossero diventati improvvisamente il governo di questo paese”. Alle 3:33 ero ancora lì a rimuginarci, persa ogni velleità di dormire. Alle 4:44 avevo tirato giù dagli scaffali tutti i libri utili a decifrare l’arcano. Alle 5:55, mannaggia alle mie mani bucate, ne avevo già comprato un altro su Kindle. E meno male che non esistono le 6:66, o l’intero condominio sarebbe stato svegliato di soprassalto da un tizio in pigiama che annunciava dal balcone l’imminente venuta dell’Anticristo. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

settembre 16, 2018 at 12:53 pm

Romanizzare i barbari? Ne parlarono nel 1923. Non finì bene

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Nota a margine ritardataria alla querelle tra liberali sulla romanizzazione dei barbari (mozione Orsina) o sulla loro cacciata – con ipotesi, in caso contrario, di autoesilio in Papuasia (mozione Panebianco). Il lettore decida se il mio ritardo si debba misurare in giorni o in decenni, già che ho voluto ripescare un articolo del 26 maggio 1923 che la Stampa pubblicò con il titolo “Come collaborare (Intervista con un liberale piemontese)”. Più che un’intervista era un dialogo tra giolittiani, e la mia fonte suppone che i due anonimi interlocutori fossero Alfredo Frassati, direttore del quotidiano torinese (ancora per poco: lo stavano per raggiungere le premurose attenzioni degli squadristi), e lo stesso Giolitti. Chi ha flemma necessaria per perder tempo con cose di novantacinque anni fa, avrà anche buone riserve d’indolenza per non correre alle conclusioni che rendono inconcludente ogni dibattito: il problema qui non è lo spauracchio del fascismo che torna, il problema è cosa debbano fare i liberali davanti a una valanga che di liberale non ha nulla, e di illiberale tutto. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

settembre 8, 2018 at 4:25 pm

Tramonti paralleli. Grillo e Giannini

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Beppe Grillo, assicurano da mesi informatori, pentiti e dissociati del clan dei Casaleggesi, non conta più nulla. Il vecchio padrino si sbraccia per farsi notare, mendica un riflettore o anche solo un lampione stradale, e sarà per questo che gli capita di dire – sul carcere, sull’omeopatia – cose quasi assennate, nella foga di smarcarsi dai figliocci al governo che continuano a rivendersi tra gli applausi lo sperimentato repertorio delle sue antiche fesserie. Il tramonto di questo Calvero in cerca di un’ultima gag potrebbe spremerci qualche lacrimetta chapliniana, ma basta ricompitare le sue colpe immani nella degenerazione della vita italiana per lasciarlo freddamente al suo destino. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 31, 2018 at 12:30 pm

Gli esperti. Ennio Flaiano, 1958

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Il lettore sia indulgente se questa settimana, più che scrivere, trascrivo. Ma che colpa ne ho se quel che c’è da dire – su Genova, sui buiaccari al governo, sulle scimmie urlatrici dei social network – lo aveva già detto sessant’anni fa Ennio Flaiano? “Gli esperti”, dal Corriere della Sera del 2 dicembre 1958 (oggi in Le ombre bianche, Adelphi): “Se hai deciso di venire al caffè con noi la sera, preparati ad essere un buon esperto”. È uno dei motivi di orgoglio patriottico: “Tu parli con un francese, con un inglese e – ammettendo che tu sappia il tedesco – con un tedesco. Dopo un po’ la conversazione langue. Il difetto è che non portano a fondo l’argomento, e non posseggono mai i dati per un giudizio”. In Italia no, “l’ultimo cliente del nostro caffè morirebbe dalla vergogna, non oserebbe più farsi vedere se non tentasse sino alla chiusura delle serrande di sostenere il suo punto di vista”. E non si tratta solo d’arte o di politica, beninteso: “Due anni fa, per esempio, affondò un piroscafo nello scontro con un altro piroscafo. Noi per un mese – e anche due – ogni sera abbiamo parlato, tecnicamente, del disgraziato evento. Pur non avendo una diretta conoscenza della navigazione oceanica (i nostri spostamenti per mare si limitavano al tratto Napoli-Capri) noi sapevamo tutto: quali luci i due piroscafi avrebbero dovuto tenere accese (lo scontro accadde di notte), che intervallo passa tra un segnale di sirena e l’altro in caso di nebbia, come si naviga in alto mare, che differenza passa tra stazza, volume e tonnellaggio, cos’è un quarto di notte, lo spessore di una lamiera, chi ha il diritto di precedenza, come si tira a galla una nave affondata”. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 21, 2018 at 7:27 am

Due libri per rovinarsi le vacanze

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I libri scovati nel piccolo emporio a pochi passi dalla spiaggia, nell’espositore rotante tra i palloni insaccati e gli olii abbronzanti, o su una bancarella di una città dove vai a zonzo per qualche giorno di vacanza, comprati senza premeditazione e divorati sul posto, scordandoti di quelli che dopo lunghe selezioni e dolorose esclusioni avevi messo in valigia: esistono letture più libere, più divaganti, più ispirate? Ma se il cuore ti pesa, anche quegli imprevisti compagni di vagabondaggio, scantonando per vicoli, ti riportano fatalmente dove non vorresti. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 16, 2018 at 2:58 pm