Il blog di Guido Vitiello

Cuba. Totalitarismo tropicale

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La rivoluzione non è “degenerata” in un momento preciso della sua storia: né dopo la morte del Che nel 1967, né con l’appoggio all’invasione sovietica in Cecoslovacchia nel 1968, né in seguito al “caso Ochoa” nel 1989, né per effetto della legalizzazione del dollaro nel 1993, né a causa dei massicci arresti di dissidenti nel 2003. In realtà, fin dall’inizio il frutto era bacato. La rivoluzione cubana non è mai stata un movimento puro e generoso: fu una presa del potere segnata dal marchio della rivincita, con la volontà di fare tabula rasa e la determinazione di sbarazzarsi in ogni modo di chiunque si opponesse al cambiamento generale.

Il castrismo non è solo una variante sui generis del sistema comunista, né il prodotto della megalomania tirannica di un solo uomo. È soprattutto il laboratorio di un totalitarismo tropicale, che si è mantenuto così a lungo al potere grazie all’indulgenza complice di intellettuali, politici, creatori d’opinione: di tutti quelli che non hanno mai voluto vedere che dietro l’illusione romantica si nascondeva la tragedia di un popolo intero.

Cuba. Totalitarismo tropicale, Jacobo Machover, Ipermedium Libri (collana Società moderna), 2007, 136 pagine. La mia introduzione si intitola Un piccolo contributo alla fine dell’embargo editoriale (pp. 7-20).

Written by Guido

gennaio 1, 2007 a 12:45 pm

Pubblicato su I miei libri

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