Guido Vitiello

Archive for the ‘Matteo Marchesini’ Category

Quell’Accademiaccia brutta. Di Matteo Marchesini

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Una discussione del Foglio su Gadda ha risvegliato i miei umori anti-Ingegnere. O meglio antiaccademici: perché da troppo tempo l’espressionismo estrinseco del Carlo Emilio fa venire l’acquolina in bocca al liceale goliardico e al glossatore compiaciuto che covano in molti professori. Secondo me aveva ragione Luigi Baldacci: Gadda è diviso in due, e deve alla parte ottocentesca del suo avo Dossi molto più di quanto si voglia ammettere. Il fatto è che in lui c’è una visibile sproporzione tra le doti del superbo stilista, e le doti (minori) dello scrittore tout court. Ad esempio, gli apologeti della frusta satirica gaddiana dimenticano che i suoi strali consistono spesso di trovate e di tipi già bell’e confezionati e addirittura fumettistici: sono il mero trampolino per i tour de force verbali. In Gadda la palude grottesca che deforma la realtà è la conseguenza di una coatta riduzione a “macelleria” dell’immagine propria e del mondo, ossia la conseguenza di una schizofrenia che produce insieme repressione e trasgressione: è una condanna esistenziale, ma non poggia su un profondo talento da satiro. E infatti, se appena abbandona la putredine, vengono in primo piano la liricheggiante prosa d’arte e la retorica dannunziana, che dai diari di guerra giovanili arrivano a insidiare perfino La cognizione del dolore. Leggi il seguito di questo post »

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novembre 6, 2011 at 8:15 PM

Scrittori e corpo. Di Matteo Marchesini

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Dopo la dissoluzione degli ultimi robusti schemi ideologici, anche nella critica letteraria hanno vinto gli approcci tematici più brutali. Mentre i dipartimenti universitari pullulano di corsi su “l’isola nel romanzo del Novecento” o “gli appartamenti nella poesia moderna”, l’editore Carocci sforna edificanti tomi su animali, bicchieri o mutande “in letteratura”. Ma a farla da padrone, in quasi tutti i generi, è un oggetto che non indica più soltanto un tema bensì un feticcio, una magica parola passepartout: il Corpo. Abbiamo filosofie del corpo (vedi Michela Marzano), antologie poetiche sul corpo (vedi Niva Lorenzini), e moltissimi pamphlet sulle membra dei capi politici o delle icone pop. Siamo sommersi da teorie che propongono pretestuosi bricolage di Bataille e Foucault, Artaud e Deleuze; ma anche da una lirica femminile, anzi “femminea”, che punta tutto su un miscuglio di spoglia ieraticità e di visceralità autoptica (da Mariangela Gualtieri a Elisa Biagini). Come mi è già capitato di osservare, per artisti e intellettuali il Corpo è diventato quel che un tempo era il Popolo: un mito che è anche il sintomo di un’impotenza, un idolo sotto cui risorge l’eterna velleità di trasformare il verbo in carne, la scrittura in gesto. Leggi il seguito di questo post »

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ottobre 7, 2011 at 11:25 am

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M.M. – La stanza di Matteo Marchesini

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Parlare di subaffitto sarebbe riduttivo. Diciamo semmai che UnPopperUno inaugura oggi una stanza per lo scrittore Matteo Marchesini, che molti leggono sul Foglio e poi vengono a cercare da me – e ogni volta mi tocca spiegare che no, Marchesini non abita qui, ma viene ogni tanto a far visita. Ricorderete senz’altro il trattatello Come parlano i politici e il racconto La rapida ascesa di B. Lojacono. Da oggi la presenza di Matteo Marchesini (almeno negli auspici) diventerà costante, purché lui accetti come insegna questo Peter Lorre un po’ lugubre con le sue iniziali sul cappotto, su cui peraltro non sono disposto a trattare: dunque accetterà. Cominciamo con un articolo inedito che mette a paragone il terribile biennio ’92-’93 con i giorni che stiamo vivendo. Le somiglianze sono spaventose, ma è forte anche il rischio di prendere fischi per fiaschi, o asini per cavalli. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

ottobre 3, 2011 at 12:19 am

Pubblicato su Matteo Marchesini