Il blog di Guido Vitiello

Il Consiglio di Persia

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Un centone sciasciano potrebbe intitolarsi “Il Consiglio di Persia”. Lo immagino come una sotie senza grandi pretese e, neppure a dirlo, senza agganci che non siano fortuiti con fatti realmente accaduti e personaggi esistiti o esistenti: solo una bella favola orientale raccontata da un illuminista, intorno alle vicende di una penisola immaginaria al largo delle cui coste galleggia un’isola metaforica. Sarebbe – come già Il Consiglio d’Egitto di Sciascia, che le fa da remota ispirazione – la storia di un grandioso imbroglio filologico, giudiziario e politico, così ben riuscito da attirarsi il plauso degli imbrogliati e perfino una recalcitrante ammirazione da parte di chi ne aveva smascherato il trucco. L’intrigo parte, stavolta, non da un misterioso codice arabo conservato in Sicilia, manoscritto di una vita di Maometto, ma da un fogliaccio fotocopiato e rimaneggiato da un calunniatore maldestro; una patacca, insomma, messa al servizio di un disegno audacissimo: la riscrittura – “dal nulla o quasi” – della storia non già dei musulmani di Sicilia, come nel Consiglio d’Egitto, ma di una sanguinosa stagione di stragi attraversata, un quarto di secolo prima, dagli abitanti della penisola immaginaria e dell’isola metaforica. Del resto, si legge nell’originale sciasciano, “c’era più merito ad inventarla, la storia, che a trascriverla”. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

maggio 20, 2018 at 7:42 pm

Pubblicato su Giustizia, Il Foglio, Mani bucate

Il bispensiero selvaggio

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La geopolitica di 1984 è il modello occulto del tripolarismo italiano. C’è l’Oceania, ossia il M5S, e poi ci sono l’Eurasia e l’Estasia, scambievoli rimanenze dei due vecchi poli. L’Oceania può indifferentemente allearsi con l’Estasia e muovere guerra all’Eurasia, oppure può allearsi con l’Eurasia e muovere guerra all’Estasia; in entrambi i casi, lo farà sbandierando una coerenza incoercibile. Siamo vicini alla Lega. Siamo sempre stati vicini alla Lega. Siamo vicini al Pd. Siamo sempre stati vicini al Pd. Siamo sempre stati con la Nato. Siamo sempre stati a favore dell’euro. Siamo sempre stati contro l’euro. Siamo sempre stati con Putin. È un gioco di prestigio mentale, che nell’incubo totalitario di Orwell riesce facilmente perché il partito, controllando il presente, controlla il passato: “A livello ufficiale, il cambiamento nelle alleanze non si era mai verificato: l’Oceania era in guerra con l’Eurasia, quindi l’Oceania era stata sempre in guerra con l’Eurasia. Il nemico contingente incarnava sempre il male assoluto; ne conseguiva che qualsiasi intesa con lui era impossibile, tanto nel passato che nel futuro”. La truffa del programma del M5S, il gioco delle tre carte e dei venti pdf, si spiega solo nei termini di quello che Orwell chiamava doublethink, o “bispensiero”: “Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullavano a vicenda sapendole contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe; fare uso della logica contro la logica; rinnegare la morale proprio nell’atto di rivendicarla”. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

maggio 1, 2018 at 1:42 pm

Pubblicato su Il Foglio, Mani bucate

Trattativa for dummies

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Per i più piccini e per i duri d’ingegno, un piccolo schema dell’idea aberrante dietro la mitologia della “trattativa”, che da qualche giorno può farsi scudo di una sentenza.

Written by Guido

aprile 23, 2018 at 12:26 pm

Pubblicato su Giustizia, Politica

La trance ipnotica del fesso

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Avete mai fatto caso all’aspetto di un uomo ipnotizzato da una solenne fesseria? È molto diverso dall’ipnotizzato comune, che si fa riconoscere all’impronta per le pupille dilatate, la mimica inerte, la mandibola cascante, la loquela rallentata e quasi impedita. Al contrario, l’uomo imbambolato dal pendolo ipnotico di una fesseria di solito parla moltissimo, saetta gli occhi, smania, si fa rubizzo, e ripete quella sua grandiosa balordaggine con il fervore di chi abbia trovato un mantra prezioso. Più si accalora, più possiamo star certi che è caduto nella trance ipnotica del fesso. Nessuno può dirsi al sicuro, specie dopo il 4 marzo, quando hanno preso a circolare cretinaggini dal potente incanto mesmerico. Ogni giorno vedo amici intelligentissimi capitolare davanti a due solenni scemenze, figlie di una premessa maggiore anch’essa scema. Ecco il mio schiocco di dita per risvegliarli. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

aprile 21, 2018 at 5:44 pm

Pubblicato su Il Foglio, Mani bucate

Lettera a un abitante di Sirio sulla giustizia italiana

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Caro filosofo che vivi su Sirio,

In uno dei pianeti che girano intorno alla stella chiamata Sole capita di leggere, come fosse la cosa più normale del mondo, parole come queste: “Una delle differenze principali in materia di giornalismo giudiziario tra l’Italia e altri paesi occidentali è la capacità della magistratura italiana rispetto a quelle estere di produrre notizie, scoop, fatti di interesse pubblico. Lo dico senza tema di smentite: non esiste una magistratura così potente e così capace di produrre notizie come quella italiana”. A parlare così è un cronista giudiziario terrestre, Marco Lillo, sull’ultimo numero di una rivista il cui nome, caro filosofo di Sirio, dovrà per forza suonarti familiare: MicroMega. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

aprile 21, 2018 at 5:42 pm

Pubblicato su Giustizia, Il Foglio, Mani bucate

Il sorrentinismo è un momento del berlusconismo

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Conosco un solo attore che avrebbe potuto interpretare Berlusconi in un film su Berlusconi, ed è Ugo Tognazzi; e un solo regista che sarebbe stato in grado di girarlo, Pietro Germi. Nel mio cast ideale, aggiungo, il ruolo di Emilio Fede sarebbe spettato di diritto ad Alberto Lionello; per Galliani avrei rasato a zero Adolfo Celi, e l’intuito mi dice che Paolo Villaggio sarebbe stato un ottimo Lele Mora. Ma sono tutti morti. Ne consegue che l’unico luogo in cui allestire un set come si deve per un film su Berlusconi è, al momento, l’oltretomba. Anche perché, qui nel mondo dei vivi, ci sono già uno sceneggiatore, un regista e un attore impegnati a tempo pieno nel work in progress del grande film su Berlusconi, e tutti e tre si chiamano Silvio Berlusconi. Finché lui sarà capace di tirar fuori scene come l’allattamento di un agnellino con il biberon, è inutile perfino tentare. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

aprile 21, 2018 at 5:18 pm

Pubblicato su Cinema, Il Foglio, Mani bucate

La belva deve morire. Sciascia, Dupin, Moro

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I detective dei romanzi polizieschi sono spesso filologi selvaggi e un po’ gradassi. Nigel Strangeways, l’investigatore creato negli anni Trenta da Nicholas Blake, si piccava di definire la sua arte “filologia applicata”, e paragonava l’indagine su un delitto al giro mentale che il latinista erudito deve compiere per sbrogliare la sintassi di un autore classico, rimettendo ogni parola al suo posto. Del resto, Blake era lo pseudonimo da giallista di un traduttore dell’Eneide, il poeta irlandese Cecil Day-Lewis. Anche il lettore di romanzi polizieschi esercita “una inclinazione filologica”, osservò Leonardo Sciascia negli Appunti sul ‘giallo’ del 1954, uno dei saggi ora raccolti nel Metodo di Maigret, prezioso volumetto curato per Adelphi da Paolo Squillacioti. Questa premessa tortuosa valga come scusa non richiesta per il mio piccolo esercizio di filologia abusiva e aleatoria: sperando che una mente più disciplinata possa trarne del buono. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

aprile 21, 2018 at 5:16 pm

Pubblicato su Il Foglio, Mani bucate