Il blog di Guido Vitiello

La grande paura e l’ottimismo tragico

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Che ci faceva la mia tetra incappucciata figura di frate weimariano, tormentato dalla visione degli ultimi giorni della Repubblica, nelle sale fiorentine in cui si celebravano le Giornate dell’ottimismo? Si direbbe che mi aggiravo come un intruso, o forse come un guastafeste – e del resto, per chi rischia di farsi possedere dallo spirito del Savonarola e dalla sua predicazione apocalittica, non c’è luogo più pericoloso del Salone dei Cinquecento. Gli amici foglianti parevano sentirsi in salvo sotto il massiccio soffitto a cassettoni, eppure io avvertivo l’impercettibile scricchiolio delle capriate e già allucinavo un cumulo di rovine, per quella speciale varietà di traveggole che accomuna veri e falsi profeti e che potremmo chiamare la cataratta del millenarista. Avrei dovuto lasciare i miei amici in pace, ma poi ho pensato che tocca anche a noi weimariani la nostra parte di ottimismo, ed è l’ottimismo tragico. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

novembre 14, 2017 at 8:55 pm

Pubblicato su Il Foglio

Garantismo è Giustizialismo (appendice al Newspeak di Orwell)

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Da quel maestro ineguagliabile che era Gaetano Salvemini, scrisse Ernesto Rossi, un giovane poteva imparare “a battere con le nocche sull’intonaco delle parole per sentire quel che c’è dietro: il gesso, la pietra viva o il vuoto”. Giovani o meno giovani, tocca rimettersi tutti alla scuola di Salvemini, e di corsa; perché il crollo di un sistema si annuncia di solito con il disfacimento del linguaggio che lo sorregge dalle fondamenta. Ci sono movimenti tellurici che provocano slittamenti semantici impercettibili ma profondi, e se non te ne accorgi per tempo avrai la brutta sorpresa di bussare un giorno sull’intonaco di una parola e vedere venir giù l’intera parete. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

ottobre 30, 2017 at 4:58 pm

Pubblicato su Il Foglio, Mani bucate

Fascisti bloccano Montecitorio, di nuovo

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A forza di consolarci con Ennio Flaiano – “La situazione politica in Italia è grave ma non è seria” – finiamo per dimenticarci che magari non sarà seria, ma è grave. E sorvoliamo sistematicamente sul seguito di quella citazione dal Diario notturno: di questo, però, in coda. L’operetta, il folklore, la commedia monicelliana c’erano anche – seppure in modi meno sgargianti – il 1 aprile del 1993, quando decine di ragazzotti del Fronte della Gioventù, sotto l’egida di qualche deputato missino, assediarono Montecitorio indossando magliette con lo slogan (poi plagiato dai grillini) “Arrendetevi, siete circondati”. Alla fine dell’impresa il Di Battista dell’epoca, meno belloccio ma tutto sommato più articolato, si gloriò in transatlantico: “Se questo Parlamento crede di poter emanare leggi maggioritarie, restando sordo ai richiami del paese, sarà circondato da decine di migliaia di persone che chiederanno lo scioglimento immediato delle camere e le elezioni anticipate. Da domani, queste manifestazioni si moltiplicheranno in tutta Italia, davanti a tutti i palazzi del potere. La società civile dimostrerà che non ci sono più luoghi dove si può essere immuni dal disprezzo popolare”. Era Teodoro Buontempo, detto Er Pecora. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

ottobre 30, 2017 at 4:43 pm

Pubblicato su Il Foglio

La piccola bottega dei cimeli totalitari

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L’ultima balordaggine di Luigi Di Maio, che si è inventato un Cesare Battisti coinvolto nelle stragi, non è meno balorda delle precedenti ma si presta forse a qualche considerazione più raffinata, degna del “raffinato borghese” che ha sedotto Mario Monti a Cernobbio. Scambiare un terrorista rosso per un bombarolo nero non è neppure impuntatura post-ideologica, è orgoglio daltonico. Ma siccome Di Maio non è l’agitatore studentesco che sembra, è il capo neonominato del primo partito italiano, rinfoderiamo i sarcasmi sull’eterno fuoricorso scarso in storia e in grammatica: non possiamo permetterceli. Soffermiamoci piuttosto sul paradosso di un movimento che, ignorando tutto l’ignorabile di storia novecentesca, resta ugualmente impigliato negli strascichi delle sue reti. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

ottobre 13, 2017 at 4:40 pm

Pubblicato su Il Foglio, Mani bucate

Premiato Pentitificio Pastrengo

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Memorie dalla caserma dei morti, da quel Premiato Pentitificio Pastrengo – così lo ribattezzarono Enzo Tortora e i radicali – che approvigionava con i suoi prodotti tipici (vociferazioni e calunnie) i magistrati della Procura di Napoli impegnati nel processo alla Nuova camorra organizzata. Dopo anni di ricerche a tempo perso sono riuscito a metter le mani (bucate) su un cimelio piuttosto immondo: Gianni il bello. Autobiografia di un pentito, stampato nell’aprile del 1986 da un certo JN editore e scritto dalla giornalista Francamaria Trapani, parente stretta dell’allora procuratore capo di Napoli. Libro famigerato, che chiunque conosca un poco il caso Tortora associa a un sinistro tableau vivant allegorico: la fastosa presentazione al Circolo della stampa di Napoli, tra cronisti giudiziari, ordinari di diritto penale, signore impellicciate, figlie da marito e soprattutto alti magistrati, tra cui il futuro presidente dell’Anm Raffaele Bertone. Moderava Pasquale Nonno, direttore del Mattino. I tg della Rai non mancarono di dare notizia dell’avvenimento letterario e mondano. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

ottobre 13, 2017 at 4:31 pm

Pubblicato su Il Foglio, Mani bucate

Condannati alla commedia

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Non so se sia questione di dialettica storica o di vasi comunicanti, fatto sta che quel che esce dalla porta del cinema rientra dalla finestra della politica. Quando disimparammo l’arte della commedia, i suoi divi e caratteristi, lasciati a zonzo, presero a invadere la vita pubblica; ma a sbucare dallo schermo furono gigantografie così iperboliche che era impossibile farne una caricatura di secondo grado – pesante ipoteca sulle commedie a venire. L’ingresso negli anni Novanta è lo spartiacque. Muore il viveur Tognazzi, cedendo la scena a Berlusconi; lo segue nel 1994 Alberto Lionello, magnifico interprete di personaggi petulanti e un po’ untuosi, e libera un posto per Emilio Fede. L’intera carriera di Di Pietro cos’è, se non un collage di sceneggiature di Rodolfo Sonego, il cervello di Alberto Sordi? Poi la faccenda è scappata di mano. Un comico annoiato ha fondato un movimento più comico di lui, ed è ricominciato il travaso: fuori il principe della millanteria Manuel Fantoni, dentro Dibba con i suoi diari; fuori Guglielmo il Dentone, dentro Luigi Di Maio, che forse si allena a recitare scioglilingua allo specchio e a breve finirà per ballare con le Kessler. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

ottobre 13, 2017 at 4:27 pm

Pubblicato su Il Foglio

Un incubo a occhi aperti del principe Zaleski

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Chi ama la bighelloneria intellettuale, gli itinerari illogici e tortuosi che qualunque Baedeker sconsiglierebbe ma qualunque perdigiorno imboccherebbe con la sicurezza di un sonnambulo, si prenda il lusso di visitare i saloni de L’innominabile attuale, il nuovo libro di Roberto Calasso, intrufolandosi da una porticina sul retro che neppure è segnata sulla planimetria del palazzo. È un racconto breve di M.P. Shiel scritto alla fine dell’Ottocento, una strana avventura poliziesca che ha per eroe l’eruditissimo e decadente principe Zaleski. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

settembre 23, 2017 at 12:04 pm