Guido Vitiello

Battiato, il Quarto Uomo

leave a comment »

Che Franco Battiato fosse un allievo spirituale di G. I. Gurdjieff lo sapevo, così come sapevo che le sue canzoni sono disseminate di riferimenti agli oscuri insegnamenti del maestro armeno. Tanto per dirne una, Colin Wilson in G. I. Gurdjieff. La guerra contro il sonno della coscienza ricorda che Gurdjieff e il suo amico Sarkis Pogossian, studente in teologia e figlio di un tintore turco, copiarono di nascosto in casa di un prete armeno una misteriosa mappa dell’Egitto prima delle sabbie, e partirono poi alla volta di Alessandria su una nave da guerra inglese. L’Egitto prima delle sabbie è per l’appunto il titolo di uno dei dischi strumentali e sperimentali del primo Battiato.

O ancora, in Le sacre sinfonie del tempo Battiato menziona “le insidie di energie lunari” che lo distolgono dalla ricerca della perfezione… Ora, John G. Bennett, in L’enigma Gurdjieff, ricorda che nella cosmologia del maestro armeno la luna è vista come una sorta di “vampiro” delle energie terrestri. E così via: l’Ottava e il Café de la Paix, i “pensieri associativi” e il “bisogno di una propria evoluzione”: tutti riferimenti gurdjieffiani più o meno celati.

Credevo, però, che tra tutti questi prestiti Battiato avesse almeno la paternità della sua espressione più felice, quella che lo ha reso celebre. E invece qualche giorno fa, leggendo L’evoluzione interiore dell’uomo, un’introduzione agli insegnamenti psicologici di Gurdjieff scritta dal suo allievo “cartesiano” e sistematico P. D. Ouspensky, mi imbatto in un passo in cui i vari tipi di esseri umani sono classificati in base al livello raggiunto sulla via dell’evoluzione:

L’uomo n. 4 non è nato tale, ma è il prodotto di una cultura di scuola. Differisce dall’uomo n. 1, 2 e 3 per la conoscenza di se stesso, per la comprensione della propria situazione e per il fatto di avere acquisito un centro di gravità permanente.

Written by am

dicembre 30, 2005 a 5:59 PM

Pubblicato su guviblog

Lascia un commento