Guido Vitiello

La tomba del terzomondismo

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Poco più di un mese fa, su questo blog, vi ho raccontato di come la mia sorella equa e solidale mi ha cancellato il debito. In coda, aggiungevo: “Ora mi toccherà saggiare vizi e virtù del terzomondismo fatto in casa. Presto vedremo se mi servirò di questa inattesa disponibilità di risorse per mettere ordine nelle mie finanze e raggiungere il prospero Primo mondo dove vive la primogenita, o se asseconderò la mia vena di shopaholic compulsivo e dissiperò tutto tra Amazon ed eBay, in attesa del prossimo condono…”.

Ebbene, non funziona. Il terzomondismo porta al fallimento anche su scala familiare. Dopo una lodevole fase di austerità berlingueriana in cui a malapena ho fatto la spesa e ho esaurito le mie riserve di filetti di sgombro, in quest’ultima settimana ho fatto due degli acquisti più incredibilmente stupidi della mia vita: un pollo stecchito in lattice (è un giocattolo per cani) che mi servirà a fare non meglio precisate burle a base di psicosi aviaria:

 

…e la musicassetta del monsignor Milingo, Gubudu Gubudu, un vero e proprio album musicale in cui il nostro si cimenta con qualcosa di molto simile al rap. La title-track si traduce – temo non sia letterale – con Fin dal mattino presto l’ubriacone cerca l’alcool, ma la cassetta contiene anche cose come Katarina mai wako alira (Mia figlia Caterina è scappata di casa) e un Amamus Deus che gli ha scritto Lucio Dalla.

Che dire? I due nuovi arrivi si aggiungeranno al cavatappi parlante di Homer Simpson, alla maglietta Kermit the frog “Unpigged” (con la star del Muppet Show nelle vesti di Clapton), alla tessera del Menj (Movimento per l’Emancipazione dei Nani da Giardino), al manuale di Dan Greenburg per diventare una mamma ebraica

Non funziona, cancellare il debito non funziona.

Written by am

marzo 17, 2006 a 6:44 PM

Pubblicato su guviblog

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