Guido Vitiello

Bollettino di un gusano escuálido

leave a comment »

Mi sono accorto con un certo orgoglio che il mio nome di battesimo, neanche a farlo apposta, sposa la prima sillaba di gusano all’ultima di escuálido, i due cortesi appellativi che Fidel Castro e Hugo Chávez, rispettivamente, riservano ai loro oppositori.

Ebbene, in qualità di squallido verme vi dico che la grande editoria italiana ha mancato l’ennesima occasione per svecchiare lo scaffale più deprimente che ci sia nelle nostre librerie, quello dedicato all’America Latina; ma devo dirvi altresì che, grazie al coraggio di alcuni editori medi, piccoli e minuscoli, ci sono segnali che qualcosa si stia muovendo, finalmente nella direzione auspicabile.

Perché occasione mancata? Perché lo scorso ottobre ricorreva il quarantennale della morte di Che Guevara, e poteva essere la volta buona per pubblicare qualcosa di serio sul suo conto (e su Cuba). E invece, la solita alluvione di agiografie, commemorazioni sdilinquite, testimonianze di parenti e compagni d’armi, l’immancabile Agenda (come quella di Suor Germana), ristampe dei suoi diari e delle sue bizzarre opere teoriche.

Einaudi ha affidato la commemorazione alla raccolta di racconti Guevariana e al libro di Alberto Filippi Il mito del Che, che pure contiene qualche informazione insolita o rara, ma diluita in un mare di sperticati panegirici del guerrillero heroico e di improbabili tirate pro Chávez e Morales. Mondadori, che quanto a Cuba è l’editore più comunista d’Italia, dopo averci rifilato la patacca della pseudointervista di Ramonet a Castro non ha trovato di meglio che ristampare il Diario in Bolivia e pubblicare un libro a firma nientemeno di Fidel Castro, Io e il Che. Un’amicizia che ha cambiato il mondo.

Apprendo oggi che l’editore cattolico e terzomondista Jaca Book ha pubblicato perfino un libro sul Guevara economista, un aspetto su cui anche i fan più sfegatati sono costretti a esprimere qualche riserva, vista la sua disastrosa esperienza da presidente della Banca Nazionale (leggenda vuole, peraltro, che fosse stato assegnato a quel ruolo per caso, quando Castro domandò ¿Aquí hay algún economista? e Che Guevara capì comunista e alzò la mano d’impulso – un po’ come l’indostano Hrundi Bakshi/Peter Sellers si ritrova invitato alla festa in Hollywood Party).

Il controcanto è stato flebile: l’editore Lindau si è inventato un libretto un po’ raccogliticcio, Il mito Che Guevara e il futuro della libertà, più che altro un pretesto per riproporre in volume il già noto e mediocre articolo di Alvaro Vargas Llosa sul Che, accompagnato da altri scritti sparsi con pura funzione di riempitivo. C’è poi l’interessante I ragazzi del Che di Ludovico Incisa di Camerana, ma non è tipo di libro che possa animare la battaglia delle idee – né d’altro canto aspira a farlo; e c’è il romanzo di Dario Fertilio La via del Che (Marsilio), che non ho letto, ma per il quale fa da garanzia la recensione da due-dita-in-gola del solito Gianni Minà: a suo dire il disfattista Fertilio ha ritratto un’atmosfera cupa e spettrale, mentre “Cuba è stato sempre un paese allegro e bailarino, anche nei momenti più duri”.

Quanto a me, fossi stato un editore, avrei sondato le possibilità di pubblicare in volume i reportage di Bertrand de la Grange e Maite Rico sulla vicenda del (presunto) ritrovamento delle ossa del Che in Bolivia, e su tutto il cerimoniale parareligioso che il potere cubano ci ha costruito intorno – in altre parole, avrei riservato al guerrigliero lo stesso tipo di trattamento che Sergio Luzzatto ha prestato a Padre Pio. Oppure avrei fatto in modo di tradurre La Face cachée du Che di Jacobo Machover, cubano esule in Francia, che ripercorre gli scritti del Che e si affida alle testimonianze dei suoi compagni e delle sue vittime per portare alla luce il lato nascosto del guerrigliero, in particolare un capitolo regolarmente messo in ombra nelle sue biografie: gli anni terribili in cui il Che comandava i plotoni di esecuzione alla fortezza-prigione La Cabaña. Ne emerge il ritratto non tanto di un criminale sadico e sanguinario, come nel brutto articolo di Vargas Llosa, ma semplicemente di un fanatico, di un uomo che combina i tratti del settario invasato, del santo vendicatore e dell’inflessibile dottrinario stalinista. Sembra, per fortuna, che Newton Compton lo pubblicherà presto in Italia. Nel frattempo, Ipermedium libri ha pubblicato il precedente libro di Machover, Cuba. Totalitarismo tropicale, un eccellente bilancio di cinquant’anni di castrismo (trovate il link qui a fianco; ma devo dirvi, per fair play, che ho avuto un qualche ruolo nella sua pubblicazione).

Spirali ha invece pubblicato I miti dell’antiesilio di Armando de Armas, pamphlet un po’ esagitato (e maltradotto), che però ha il merito di ristabilire l’onorabilità dell’esilio più ingiuriato del mondo, quello di Miami, e di denunciare alcuni pregiudizi che lo circondano – quelli, per esempio, che fanno dire al moralista piccolo piccolo Michele Serra che il regime cubano subisce una “pressione danarosa e volgare”. Che dire? Gli proporremo degli anticastristi con le Clarke e il collo dolcevita, rigorosamente senza macchinoni e orologi d’oro…

Fin qui ha parlato il gusano. L’escuálido ha almeno un motivo di soddisfazione per il libro di Rossana Miranda e Luca Mastrantonio, Hugo Chávez. Il caudillo pop, edito da Marsilio. Una ventata d’aria fresca, dopo libri come Il Venezuela di Chávez di Dario Azzellini per DeriveApprodi, e tanti altri della stessa risma. Il libro mi ha a tal punto conquistato che mi sono messo sulle tracce degli autori, li ho intervistati e ne ho tratto un articolo-recensione che trovate sul neonato mensile Lab.

Già che ci siamo, vi segnalo altre due novità interessanti, entrambe edite da Rubbettino. La prima è il pamphlet di Leonardo Facco Si chiama Rigoberta Menchú, sull’incredibile caso editoriale dell’autobiografia del premio Nobel guatemalteco. Come svelato dall’antropologo David Stoll, e poi ribadito da un’inchiesta del New York Times, la fortunata autobiografia scritta con Elizabeth Burgos Debray – venduta in milioni di copie e tradotta in decine di lingue – è infarcita di bugie, mezze verità ingigantite e dettagli “accomodati” per non nuocere a qualche causa guerrigliera, con il solito zampino cubano. Le vicissitudini del manoscritto sono davvero istruttive, e il libro di Facco è da leggere a tutti i costi, malgrado qualche intemperanza polemica un po’ fuori misura. La seconda novità è tale solo per modo di dire: finalmente esce in Italia il classico El otro sendero di Hernando de Soto – il “thatcheriano” dell’America Latina – con il titolo Povertà e terrorismo. È un libro di vent’anni fa, ma può essere ancora istruttivo in un paese che, quanto a riflessione sull’America Latina, è fermo agli anni Settanta.

A conti fatti, il mio bilancio da gusano escuálido è meno negativo del solito: certo, l’ignavia dei grandi editori spande il suo cono d’ombra sull’intraprendenza e il coraggio di alcuni fratelli minori. Ma stavolta questi ultimi si sono mostrati più agguerriti del previsto: tra Guerini & Associati, Ipermedium, L’Ancora del Mediterraneo, Spirali, Lindau – per non parlare dell’attività generosa e inesausta di Gordiano Lupi e del suo editore Il Foglio – qualcosa finalmente si muove.

Ma la migliore garanzia per far buone letture sull’America Latina rimane tuttora quella di conoscere una lingua straniera, una qualunque, e rompere l’embargo. Quanto a me, mi sto consolando con El regreso del idiota, terza puntata della saga di Carlos Alberto Montaner, Plinio Apuleyo Mendoza e Alvaro Vargas Llosa sul “perfetto idiota latinoamericano”. Il primo capitolo uscì in Italia da Bietti, per iniziativa di Valerio Riva. Dopo il secondo e deludente Fabricantes de miseria, il terzo promette bene, anche perché parla molto diffusamente sia di Castro che (novità) di Chávez: la mia duplice natura di gusano e di escuálido è accontentata…

Written by am

dicembre 13, 2007 a 1:06 PM

Pubblicato su guviblog

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: