Il blog di Guido Vitiello

Malinteso benessere

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L'Angelus di Papa FrancescoBasta analizzare una molecola d’acqua per capire di cosa, per lo più, sono fatti gli oceani. Lo stesso vale per le ideologie, solo che in questo caso l’unità minima non è composta da atomi di idrogeno e di ossigeno, bensì dall’aggregazione di un sostantivo e di un aggettivo. Qualche esempio? Liberismo selvaggio, pensiero unico, poteri forti, macelleria sociale. Sono molecole ideologiche che rivelano infallibilmente di che materia è composta la visione del mondo di chi le usa. Ce n’è un’altra che nessuno ha mai messo sotto il microscopio, e che ingrandita a dovere fa intravedere oceani di giudizi, pregiudizi, sottintesi, sentimenti e risentimenti: malinteso benessere. È comparsa, di recente, in una breve recensione di Gad Lerner al film di Paolo Virzì, Il capitale umano, che a suo dire interrogherebbe le nostre coscienze «sulle brutture che si accompagnano alla ricerca di un malinteso benessere». Ma la formula ha origini più lontane, e la si ritrova per esempio in una lettera di Giovanni Paolo II ai rappresentanti del Movimento per la vita, dove il diritto all’aborto era ricondotto al «desiderio di un malinteso benessere». Passiamola dunque al microscopio. Molte cose possono generare malintesi: un motto di spirito, una filosofia, il senso di una frase, un’intercettazione. Ma che si possa malintendere il benessere e la ricerca della felicità, questo sì è un concetto schiettamente clericale. Malinteso vale qui come sinonimo di un aggettivo assai caro alla teologia morale: disordinato (che presuppone un ordine morale a cui dobbiamo adeguarci, e dal quale possiamo tralignare perché per primi non sappiamo che cos’è meglio per noi). E non sarà un caso se un primo sopralluogo senza pretese rivela che la formula è presente in decine di libri e articoli degli ultimi cinquant’anni, tutti o quasi tutti di autori legati a una delle due chiese, la cattolica e la comunista. O a entrambe. È appena una molecola, ma c’è tutto: una lettura (alquanto cupa) del miracolo economico e delle altre stagioni di relativa prosperità; l’idea che l’arricchimento improvviso, se non saggiamente guidato, possa pervertire i genuini costumi degli italiani; soprattutto, c’è il presupposto paternalistico che esista un’aristocrazia di Buoni Intenditori del Benessere in grado di insegnare qual è il giusto modo, e virtuoso, di essere ricchi. In breve, una molecola clericale che serpeggia nelle menti di molti laici. Ma la mia è una parafrasi fin troppo verbosa, e a buon intenditor poche parole. Ne bastano due.

Articolo uscito su IL di febbraio 2014

Written by Guido

marzo 28, 2014 a 7:43 pm

Pubblicato su IL

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11 Risposte

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  1. Ma il quindi il benessere di cui godeva lo squalaccio del capitale umano è un giusto e sereno benessere ? Perchè nel momento in cui un liberista/liberale/libertario mi dice sì, quello è un beninteso benessere, allora io so che sto dalla parte giusta.

    david

    marzo 31, 2014 at 4:27 pm

    • Era il benessere che cercava lo squalaccio, che è diverso dal benessere che cerco io, e in democrazia c’è posto per entrambi.

      unpopperuno

      marzo 31, 2014 at 4:36 pm

  2. scusi, è lunedì e polemizzo volentieri, ma io non sono affatto certo che in democrazia debba esserci posto per il benessere dello squalaccio

    david

    marzo 31, 2014 at 5:16 pm

  3. Pienamente d’accordo, possono certamente coesistere diversi modi di intendere e perseguire il proprio benessere, però, a onor del vero, bisognerà pure ammettere che ci sono certi “squalacci” che per ottenere il loro non si preoccupano molto di compromettere quello altrui. Questo forse è l’unico problema che la democrazia dovrebbe porsi, al di là dei discorsi improntati alla puzza sotto il naso e alle solite questioni morali.
    Tra l’altro lo squalaccio del Capitale Umano non era nemmeno così ripugnante, molto peggio lo zio del ragazzino difficile e l’immobiliarista megalomane, che più che intendere male il benessere mi pare facesse semplicemente il passo più lungo della gamba.

    Happolati

    aprile 1, 2014 at 3:30 pm

  4. L’importante è che tutti abbiate colto che il fotomontaggio è una citazione di “Qua la mano”, con Enrico Montesano: “M’affaccio in finestra cor Papa!”.

    unpopperuno

    aprile 2, 2014 at 1:00 pm

  5. Io non l’avevo colta! Non conosco il film purtroppo, vale la pena rimediare? Ammetto candidamente anche di non avere compreso la chiusa, quali sono le due paroline magiche? si possono svelare almeno le iniziali?

    Happolati

    aprile 2, 2014 at 4:31 pm

  6. unpopperuno

    aprile 2, 2014 at 4:34 pm

  7. Egregio sig. Vitiello,
    mi scuso ma non avevo colto il ricercato riferimento cinefilo; a parziale discolpa, l’illuminato dirigismo culturale non ha mai considerato PF Campanile intellettuale di riferimento e nonostante l’eterodossia della mia formazione (ho visto i suoi film, come molti altri, vietati dal partito) non sono mai riuscito davvero a padroneggiarlo; come tratto distintivo del regista ricordo sopratutto le grandi gnocche scollacciate (il cui apprezzamento mi guadagnava severe reprimende del collettivo delle compagne con visioni rieducative della Storia di Asja Kljacina che amò senza sposarsi e Stromboli, Terra di Dio).

    david

    aprile 3, 2014 at 9:11 am

  8. Il “malinteso benessere” e’ pedagogia paternalistica se riferito al singolo -d’accordo- che ha diritto a cercare il benessere che piu’ gli aggrada e che potrebbe non coincidere con quello del “Maestro”.
    La locuzione ha senso se riferita ai massimi sistemi sopciali-finanziari-economici. Il benessere di una parte del mondo -la nostra, di noi che ci diamo tante arie di esser meglio degli altri- e’ sostenuto dal consumo indiscriminato di risorse pagate una miseria -perche’ ottenute con la violenza delle campagne coloniali, viene tutto da li cari liberisti, o con il furto e lo sterminio di chi su una terra ci stava da sempre, magari un LIbro Nero pure sull’Occidente, non trova?- ben piu’ che sulla superiorita’della nostra struttura economica e culturale. In questo senso, a mio modesto avviso, il nostro e’ un malinteso benessere, e l’espressione ci sta tutta.

    frank

    aprile 3, 2014 at 8:02 pm

  9. Chi è l’uomo vestito i bianco accanto a Lerner?

    francesco paolo ambrosio

    aprile 22, 2014 at 8:26 pm


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