Guido Vitiello

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L’invasione degli ultracorpi letterari

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ultracorpi2Il modello occulto della società letteraria italiana è L’invasione degli ultracorpi. Non so chi abbia depositato nottetempo i baccelloni, ma di tutta evidenza è Roma l’epicentro del fenomeno e non escludo che i nuovi marziani abbiano scelto, per abitudine, il galoppatoio di Villa Borghese. Tutto si svolge nel segno della parodia. Ogni personaggio, stile, maniera o istituzione letteraria a cui un tempo si poteva riconoscere un prestigio, una dignità, una ragion d’essere storica, è stato sostituito proditoriamente da un replicante più o meno ben congegnato. Chiunque abbia occhi per vedere (e tempo per prestarli alle cronache) lo constata facilmente, e pazienza se, come il protagonista del film di Don Siegel, il suo destino sarà di non essere creduto.

Parodie di scrittori che ronzano intorno a parodie di premi letterari o si accalorano senz’ombra di ironia per parodie di polemiche (cos’altro era, l’affaire Cordelli?). Riviste che sono fin dal nome replicanti di riviste estinte (l’operazione marziana sarà compiuta quando nasceranno anche Lacerba 2, La Ronda 2 e Il Politecnico 2). Critici-baccelloni che compilano serissime parodie di canoni. Poeti neoavanguardisti che non passerebbero il test di Turing. Parodie di scrittori maledetti e parodie di narratori popolari, parodie di engagés e parodie di dégagés, parodie di neoterici e parodie di dialettali. Scampati ai marziani, ai trifidi e ai diafanoidi ci troviamo a lottare contro nuove creature aliene, i pasolinidi e i balestrinidi e i nanobianciardi e i gaddamutanti e gli ultrafofi. Mentre scrivo, un manipolo di replicanti sta per radunarsi al mare per un festival parodistico fin dall’annuncio (“Scrittrici e scrittori confinati per sei giorni sull’isola di Ventotene, a scontare il loro privilegio: essere scrittrici, essere scrittori. Condannati a esercitare il dono supremo dello sguardo”). Il vecchio mondo delle lettere è svanito per consunzione, ma svanendo ha lasciato nell’aria, fluttuanti, delle sagome vuote, delle pose cristallizzate, dei calchi entro cui sono potuti crescere i baccelloni spaziali. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

giugno 22, 2014 at 1:00 am