Guido Vitiello

L’11 settembre e i Libri Gemelli

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E così, anche Fidel Castro è saltato sul carrozzone dei complottisti. Lo ha fatto nel lungo articolo El imperio y la mentira, pubblicato ieri sul quotidiano del regime Granma, sostenendo che la versione ufficiale sugli attentati dell’11 settembre è una colossale menzogna propagandistica.

L’ottuagenario dittatore si è slanciato in considerazioni balistiche e ingegneristiche, ha negato su basi scientifiche inoppugnabili che un aereo si sia mai schiantato sul Pentagono e ha alluso oscuramente a duecento tonnellate di lingotti d’oro presenti nei sotterranei delle torri, a cui non era consentito accostarsi – pena la morte. Che fossero in realtà esplosivi per demolizioni controllate? Mah. Chiedetelo a lui.

Devo dire che queste sono le uscite del Comandante che me lo rendono quasi simpatico: quando, cioè, pontifica “a schiovere”, come si dice a Napoli, su cose di cui non capisce un accidente, con un dilettantismo e un candore degni di Bouvard e Pécuchet. Quello stesso candore che negli anni Ottanta lo condusse al proposito visionario di clonare la mitica Ubre Blanca, la mucca cubana da guinness dei primati (anzi, dei bovini) capace di produrre fiumi di latte. Come resistere al fascino di donchisciottismi come questo? Un’equipe di scienziati chiusa in laboratorio per creare la Supermucca: scene simili se ne trovano solo nei B-Movie americani di fantascienza – o a Cuba. Se la scienza eugenetica dei nazisti puntava a creare il Superuomo, quella dei castristi si accontenta di creare il Superbovino (per la distinzione tra i due, leggete qui).

Castro e le mucche a parte, a sei anni dall’11 settembre ancora allignano le più strampalate teorie del complotto, costringendo scienziati e studiosi seri a sobbarcarsi l’ingrata fatica di confutarle. Proprio in questi giorni, in Italia sono usciti due libri, entrambi per i tipi di Piemme, che hanno per tema la ricostruzione degli attentati. Il primo si intitola Zero. Perché la versione ufficiale sull’11/9 è un falso, e porta la firma di Giulietto Chiesa. Il volume contiene interventi dell’ormai inseparabile sodale Franco Cardini, di Claudio Fracassi – padre del regista del film che porta lo stesso titolo del libro, in uscita a breve -, di bastian contrari stagionati come Gore Vidal, di spericolati commentatori come Gianni Vattimo (quello della cubanizzazione del mondo, per intenderci), e di discutibili maestri del complottismo come Steven E. Jones o il Thierry Meyssan de L’incredibile menzogna.

Per inciso, non so cosa sia accaduto a Chiesa. Un tempo era un giornalista che rispettavo, pur non condividendo una sillaba di quel che scriveva. Ora non solo si è imbarcato in un’impresa irrimediabilmente stupida, ma lo ha fatto con uno zelo e una supponenza davvero degni di miglior causa. E non è immune, l’ex corrispondente dell’Unità a Mosca, nemmeno da quel culto della personalità che tanto danneggiò il compagno Stalin (per dirne una, sul suo sito Giulietto Chiesa vende copie autografate dei suoi libri – ormai ne scrive una dozzina all’anno. Da dove gli viene questo accesso di divismo? Si è accorto forse che il suo nome si traduce in Julio Iglesias?).

L’altro libro si intitola 11/9. La cospirazione impossibile, ed è curato da Massimo Polidoro, segretario nazionale e co-fondatore, insieme a Piero Angela, Margherita Hack e Silvio Garattini, del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale). Tra gli autori ci sono Umberto Eco e Piergiorgio Odifreddi, ma la loro presenza è più che altro un fiore all’occhiello. Il volume raccoglie i dati della prima inchiesta tutta italiana volta a smentire le principali teorie complottistiche sull’11 settembre, e si avvale della consulenza di scienziati ed esperti di settore. La prima inchiesta italiana, si badi, non la prima comparsa in Italia: anni fa il coraggioso editore Terre di Mezzo – quanto di più lontano si possa immaginare da Bush, Rumsfeld e le loro guerre – aveva pubblicato (e oggi ristampa) l’inchiesta della rivista americana Popular Mechanics che confutava su basi scientifiche gran parte delle teorie del complotto.

La simmetria e la simultaneità delle pubblicazioni non traggano in inganno: non si tratta in nessun modo di due verità equivalenti a confronto. Da un lato c’è una verità senz’altro imperfetta e lacunosa, che ha però dalla sua la scienza, il buon senso e la ragione. Dall’altro c’è una mole di pseudo-ragionamenti, dicerie e congetture – quando non sfacciate manipolazioni – che a partire dalle lacune e omissioni della versione ufficiale (e ce ne sono, per carità) costruisce una verità alternativa che appare delirante perfino all’esaminatore più sprovveduto. D’altronde, è questo il ruolo dei complottisti nel Gran Disegno della Creazione: costringendoci a svelare la radice viziata dei loro difettivi silogismi, ci insegnano malgrado loro a ragionare bene, e a osservare dettagli che normalmente ci sfuggirebbero. Perfino i più spregevoli negazionisti di Auschwitz hanno portato, pur non volendolo, a farci conoscere meglio i dettagli tecnici dello sterminio: la necessità di confutare le loro scempiaggini paranoidi e le loro pedanterie pseudoscientifiche ha fatto sì che gli storici seri analizzassero con più scrupolo alcuni aspetti secondari.

Per concludere questo post “di servizio”, vi rimando alla bibliografia (nonché sitografia, videografia ecc.) sull’argomento stilata dal gruppo di ricerca Undicisettembre, coordinato da Paolo Attivissimo, che ha anche prodotto un ottimo documentario anti-complottista, 11/9 – Misteri da vendere (lo si trova qui).

*****

(Quanto al mio caro amico Fidel, ho una notizia per lui: la Supermucca che produce abbondanza l’hanno già inventata qualche secolo fa, anche se ha molti e gravi difetti di funzionamento: si chiama, per la cronaca, economia di mercato… Non sarebbe ora di farla provare anche ai cubani?).

Written by am

settembre 13, 2007 a 12:56 PM

Pubblicato su guviblog

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