Guido Vitiello

Metodo Attali, il futuro del sesso

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In un giorno non remoto la nostra specie perverrà all’ermafroditismo universale, che può leggersi anche come regresso all’androginia primordiale. Avremo relazioni multiple, contrattuali e simultanee alla luce del sole, superata l’onta patriarcale delle corna, e anche molte famiglie allo stesso tempo. Sesso e procreazione divorzieranno per sempre: la riproduzione diventerà compito delle macchine, «mentre la clonazione e le cellule staminali permetteranno a genitori- clienti di coltivare organi a volontà per sostituire i più difettosi ».

Tutto questo suona nel migliore dei casi come il finale patafisico di un romanzo di Michel Houellebecq; nel peggiore, come un volantino missionario della setta dei raeliani. E a nessuno dei due, crediamo, affidereste non dico la guida di un’istituzione internazionale, ma nemmeno la presidenza del vostro condominio. Eppure Jacques Attali ha ricoperto incarichi prestigiosi e di grande responsabilità. Il suo nome, qui da noi, è legato a una commissione abortita e a un metodo auspicabile nei rapporti tra governo e opposizione, l’ennesima riformulazione della logica “bipartisan”.

In Francia e nel mondo è legato a imprese di tutt’altra fortuna: presidente di una commissione (questa non abortita) voluta da Sarkozy sul futuro del paese, originario talent scout di Ségolène, consigliere speciale di François Mitterrand e suo “sherpa” al G7, creatore della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, super- consulente di governi e organismi internazionali, animatore di innumerevoli campagne contro la fame nel mondo, economista, saggista, romanziere, drammaturgo, futurologo, persino pianista e direttore d’orchestra. Uno dei parti più recenti di quest’uomo del rinascimento fuori tempo massimo o di questo abilissimo manager di sé stesso è il libro Amori. Storia del rapporto uomo-donna, scritto a quattro mani con Stéphanie Bonvicini, giornalista di viaggi e già biografa di Louis Vuitton, a breve in libreria per Fazi.

Nella cornice di uno strennone natalizio illustrato, il libro di Attali ha una struttura semplice semplice. Si apre come SuperQuark, con un excursus sulla vita sessuale degli animali: la promiscuità della cinciarella, il doppio pene del geco, i duecento amplessi quotidiani della cimice (la metà dei quali omosessuali), fino ad arrivare al bonobo, in tutto uguale all’uomo se non che lo fa sei volte al giorno. E si finisce con lo scenario poliorgiastico a geometria variabile di cui accennavamo.

Nel mezzo si snoda un interminabile sussidiario scolastico illustrato sull’amore nel mondo, dove tra la foto di due mosconi che copulano e un papiro egizio, tra un’Estasi di Santa Teresa e un indigeno in gonnellino, tra L’origine du monde di Courbet e un fotogramma di Grace Kelly, si ripercorrono le vicende dei rapporti tra donne e uomini nei secoli.

Su un canovaccio simile – e con molte illustrazioni in comune – quasi quarant’anni fa il filologo neo-cataro René Nelli aveva scritto un’opera straordinaria e dimenticata, Erotique et civilisations, con intuizioni originalissime e fulminanti. Al contrario, la chiave di lettura di Attali è arcinota, è il ritornello che da Celso a Fourier alla sinistra freudiana di un Reich o di un Brown non ci si stanca di salmodiare: quello secondo cui il Cristianesimo, con la sua follia monogamica e sessuofobica, avrebbe immesso nella storia umana un’innaturale forzatura, una perniciosa deviazione dal retto corso degli istinti, a cui porre rimedio.

Degli “scenari” delineati dal futurologo Attali, poi, il meglio che si può dire è che suonano un po’ stantii, e sono gli stessi che Nelli delineava nel 1972: declino della fedeltà, confusione dei sessi, separazione del piacere dalla riproduzione. A quanto pare, la sua sfera di cristallo è uno specchietto retrovisore. E già, perché il grosso di queste «evoluzioni ancora oggi impensabili» non solo è stato già pensato e ripensato, ma si è anche tradotto nella realtà.

Il «matrimonio contrattualmente provvisorio » è un dato di fatto, così come il “poliamore” o al limite la “polifamiglia”. Son cose che molti praticano, anche se non sempre sta bene confessarle o vantarsene. E il netloving di cui parla Attali – «uomini e donne potranno avere relazioni sentimentali e/o sessuali simultanee, trasparenti e contrattuali con più persone che avranno a loro volta partner multipli» – è la scoperta dell’acqua calda, che anzi si è fatta tiepidina visto che la si continua a scoperchiare da mezzo secolo.

Nei Bouphonia greci si imbottivano di paglia animali già morti, così da sacrificarli l’ennesima volta. È lo stanco gesto dei dissacratori di professione, dal tempo dei surrealisti a quello dei pornografi: esercitarsi ad abbattere tabù che non esistono più. E magari immaginare, come Attali, che davanti a queste evoluzioni impensabili «le Chiese e le forze conservatrici si coalizzeranno per ritardarle e vietarle, soprattutto alle donne», e che questo porterà alla formazione di governi autoritari, i quali «cominciano spesso col reprimere l’amore».

Ma ovviamente, come prevede il fumettone, «alla fine la libertà individuale prevarrà ancora una volta». E magari tra cinquecento anni scopriremo – guarda un po’ – che si può accoppiarsi senza procreare. In quel gran giorno futuro torneremo a parlare di “metodo Attali”, in onore del profeta dei tempi nuovi. Ma sarà un metodo anticoncezionale.

Articolo uscito sul Riformista il 23 novembre 2008

Written by Guido

novembre 23, 2008 a 2:18 PM

Pubblicato su Il Riformista, Libri

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