Guido Vitiello

Tolstoy Story. Le pagine indispensabili/2

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Un paio d’anni fa, conversando con un amico universitario che studia cose simili alle mie e che culturalmente è altrettanto reazionario (ma riesce a dissimularlo con molto più stile), constatammo questo: che c’è tutta una generazione a cui stiamo insegnando, noi o chi per noi, a decostruire (questo è l’orrido conio che va per la maggiore) sistemi di pensiero della cui costruzione non sanno e non sapranno mai nulla.

Si affacciano agli studi e subito, all’ingresso, gli vien detto che la metafisica è sorpassata, che la modernità è finita da un pezzo, che l’idea di progresso è andata a farsi benedire, che il romanzo è impossibile, che il realismo è ingenuo, e via enumerando i caduti in battaglia. Ma neppure della battaglia gli si racconta nulla, salvo mostrargli un paesaggio di macerie e passare oltre. Pensavo fosse un problema dei nostri anni, ma sbagliavo: anche di questo si trova traccia nei classici. Per esempio, in questa pagina di Anna Karenina.

Ecco come Goleniscev, compagno di Vronskij al corpo dei paggi che ritrova l’amico mentre questi è in viaggio in Italia con Anna, descrive il pittore russo Michajlov, di cui tutti parlano e che la coppia sta per visitare:

Ecco, lui è così. È figlio, mi pare, d’un capo-cameriere moscovita e non ha ricevuto nessuna istruzione. Quando fu entrato all’accademia e si fu fatta una reputazione, da uomo che non è stupido desiderò d’istruirsi. E si rivolse a quella che gli sembrava la fonte dell’istruzione: alle riviste. E, capite, in antico un uomo che avesse voluto istruirsi, mettiamo in francese, avrebbe cominciato a studiare tutti i classici: e i tragici, e gli storici, e i filosofi, e capite tutto il lavoro intellettuale che avrebbe avuto dinanzi a sé. Ma da noi adesso egli s’è imbattuto direttamente nella letteratura negativa, ha assimilato molto presto tutto l’estratto della scienza negativa, ed eccolo pronto. E non solo, venti anni fa avrebbe trovato in questa letteratura i segni della lotta con le autorità, con le opinioni secolari, da questa lotta avrebbe capito che c’era stato qualcosa d’altro; ma adesso s’imbatte direttamente in una letteratura cosiffatta, in cui non si degnano neppure d’una discussione le opinioni antiche.

Written by Guido

febbraio 11, 2011 a 12:24 PM

Una Risposta

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  1. Acutissimo.

    idiotecabologna

    febbraio 15, 2011 at 12:04 PM


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