Il blog di Guido Vitiello

Friggendo l’aria, abbiate cura di allungare il brodo

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Tempo fa, invocando l’autorità di George Carlin, esortavo a non eccedere nelle ridondanze pleonastiche di troppo. Non sempre è facile, per carità: tenere la lingua o la penna a freno per alcuni è più arduo del coitus interruptus. Però ci sono contesti nei quali non c’è niente da fare, allungare il brodo non si può e non si deve, lo spazio a disposizione è poco e bisogna concentrare quante più informazioni possibile in un pugno di parole. Per esempio in un sms, in un tweet, nel messaggio lasciato in una segreteria telefonica, in un haiku, in un sonetto, in un comunicato pubblicitario. O sulla quarta di copertina di un libro.

La collana delle Vele di Einaudi ha questa caratteristica: oltre alla quarta, anche la copertina ospita una breve presentazione del libro. Meno di trecento battute, pensate per prendere al laccio il lettore dubbioso. Ecco, per esempio, il fulminante biglietto da visita di un libro appena uscito, Pensare l’Italia di Ernesto Galli della Loggia e Aldo Schiavone.

Però. Otto righe, densità semantica zero: anche questo è minimalismo. Si parte con una domanda generica, così generica che non ci importa nulla di sapere la risposta. Si prosegue con quattro righe di esemplare ridondanza, che ripetono un solo (vuoto) concetto con una raffica di quasi-sinonimi – “un destino italiano, un ruolo peculiare che ci appartenga, da riconoscere propriamente nostro” – e si finisce con il più tipico espediente allungabrodo da tema in classe, quelle cose come “l’Ottocento è un secolo di transizione, che prosegue il Settecento e prepara il Novecento”, oppure “l’America è un paese pieno di contraddizioni ma anche profondamente unito”.

Che è poi, grosso modo, quel che troviamo nella quarta di copertina, dove ci è detto che gli autori sono “diversi per formazione… ma uniti dalla volontà di capire” (non sarebbero studiosi, cribbio). Segue un’altra domanda inesorabile, di quelle che inchiodano al muro: “dove siamo esattamente, e in che modo e perché ci siamo arrivati?”, per chiudere con un grave aut aut: rischiamo il declino, ma è “ancora possibile mantenere aperte le porte del nostro futuro”. Come il maresciallo La Palisse, l’Italia se non fosse morta sarebbe ancora in vita, e se sopravvive è anzitutto perché, a quanto pare, non è morta.

Poi, finalmente, in basso a sinistra, l’unica vera informazione: € 10,00.
Mi ci compro il Gorilla Macarena, piuttosto.

 

Written by Guido

settembre 24, 2011 a 12:36 pm

2 Risposte

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  1. Io ti adoro

    Fiamma

    settembre 24, 2011 at 2:43 pm

  2. Sempre eccellente l’analisi, anche se manca un’informazione fondamentale: dove si può acquistare il Gorilla Macarena?

    Myo Dyo

    settembre 26, 2011 at 9:57 am


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