Il blog di Guido Vitiello

Giù il sicario. Carmelo Bene ed Ennio Flaiano

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Quando farò un film su Carmelo Bene, questa sequenza da Colpo rovente (1969) di Piero Zuffi figurerà prima ancora dei titoli di testa. Anzi, visto che con ogni probabilità non farò un film su Carmelo Bene, fate conto che questo sia il mio film.

La scena è tratta da un giallo italiano che vidi per la prima volta a Venezia, nella benemerita rassegna di Marco Giusti sul cinema di genere, e che mi colpì a tal punto da procurarmene un’edizione pirata sottotitolata in greco moderno (di meglio eBay non offriva).

Qui Bene fa la parte di un sicario pallido e misantropo che attraversa impaziente e pressoché inavvertito i ritrovi dei giovani contestatori. È ricercato dalle forze dell’ordine, che per dargli la caccia non hanno che foto e filmati: e lui, per depistarli, si nasconde nello sgabuzzino di un albergo e si cambia d’abito.

Una sorta di involontaria autoallegoria, non vi pare?

Ma c’è un’altra ragione per cui questo film mi è caro.

Sono arrivato a Carmelo Bene, un’estate di quasi vent’anni fa, partendo da Jules Laforgue, il poeta che ossessionò la mia adolescenza. Ero al mare, avevo con me le Moralités légendaires, e una sera su RaiTre ebbi la buonasorte di imbattermi in Hommelette for Hamlet, una delle tante versioni dell’Amleto di Laforgue (la prima delle Moralités) messe in scena da Bene. Rimasi, stregato, a guardarlo per ore, anche se la concorrenza di Italia1 offriva alla stessa ora il Playboy Show, e insomma io per quanto nerd e occhialuto e bibliomane e misantropo ero comunque un quindicenne.

Il mio francese, all’epoca, lasciava un po’ a desiderare, così tornato a Roma mi procurai l’Amleto di Laforgue tradotto da Ennio Flaiano, nella splendida e ormai quasi introvabile edizione Scheiwiller.

Tutto questo per dirvi che la costellazione Laforgue-Bene-Flaiano fa parte del mio firmamento da quando ho memoria. Immaginatevi dunque la mia sorpresa e il mio effetto-madeleine quando alla sala Volpi del Lido di Venezia, nei titoli di testa di Colpo rovente, vidi comparire la scritta “Collaborazione alla sceneggiatura di Ennio Flaiano”.

Written by Guido

ottobre 25, 2010 a 10:26 pm

2 Risposte

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  1. Cosa mi consiglieresti di leggere di lafogue, poeticamente parlando dato che il Amleto di Flaiano è introvabile!
    grazie

    K

    novembre 10, 2010 at 3:03 pm

  2. Dunque. L’Amleto puoi trovarlo, in altra traduzione, nell’edizione Garzanti delle Moralità leggendarie. O nell’edizione Guanda, di alcuni anni fa. Quanto alle poesie, c’è una bella antologia a cura di Enrico Guaraldo (Bur), che poi è quella da cui sono partito io. Non escludo che la si ristampi ancora. Ciao!

    Guido

    novembre 10, 2010 at 4:44 pm


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