Il blog di Guido Vitiello

Ho fatto la spesa per Zagrebelsky (Mani bucate, 18)

with one comment

e79535d4967d4ca8.jpg

Ho fatto la spesa per il professor Zagrebelsky. Non parlo di generi di prima necessità – pacchi di pasta, conserve, tonno in scatola, tè al gelsomino. Gli ho comprato un paio di libri, per via di un sospetto che, come vedrete, ho qualche ragione di coltivare. In breve, mi sono detto: Zagrebelsky si era così appassionato alla faccenda dell’unto del Signore, alla discesa in campo come metafora soteriologica, aveva scritto pagine dottissime sulla teologia politica di Silvio Berlusconi. Com’è che non riesce a versare una stilla d’inchiostro, ora che un altro leader chiede ai suoi seguaci di chiamarlo l’Elevato (così Grillo a Palermo; ma aveva fatto lo stesso l’anno scorso a Imola) mentre questi, in responsorio, scandiscono le quattro sacre sillabe, “e-le-va-to!, e-le-va-to!”? Com’è che non gli prudono le dita quando quello stesso leader, nell’aprile scorso e per giunta nella sua amata Torino, amministra la comunione ai vassalli sotto forma di grilli essiccati?

Escludo che sia perché lo sciame degli ortotteri lo ha candidato alla Quirinarie (mica è così vanitoso) o perché la Casaleggio Associati gli ha firmato gli appelli per il no al referendum e torna utile per fregare Renzi (mai baratterebbe un sacro principio per una battaglia contingente, foss’anche un’emergenza democratica). Ne ho concluso che Zagrebelsky non scrive sulla teologia politica di Beppe Grillo perché al momento non ha i soldi per metter su una bibliografia appropriata. Scrivere sull’unto del Signore tutto sommato era facile, si giocava in casa, c’era tutto lo scaffale teologico messo da parte per Il “crucifige” e la democrazia, ai tempi in cui Scalfaro faceva casting per la Consulta. Ma cos’è questa storia dell’“Elevato”? Forse anche Grillo – appena pochi centimetri più alto dello psiconano – usa le zeppe? O servono riferimenti più eruditi?

Do per certo che il professore abbia una copia della Apokolokyntosis di Seneca, la deificazione di quello zuccone dell’imperatore Claudio, dove c’è tutto l’occorrente per satireggiare l’elevazione di un imbecille. Ma a quanto pare non gli basta come ispirazione, così ho pensato di prendergli La sapienza dei profeti di Ibn Arabi, sommo mistico sufi. Vediamo se riesce a cavare qualcosa dal quarto capitolo: “Uno dei nomi di perfezione di Dio è l’Elevato (al-’alî). Ma rispetto a cosa è dunque elevato, essendovi Lui solo? È essenzialmente l’Elevato, o lo è rispetto a qualcosa? Ora tutto è soltanto Lui. Egli è quindi elevato in Sé. Per altro, poiché Egli è l’Essere di tutto ciò che esiste, anche le esistenze caduche sono elevate nella loro essenza, dal momento che sono essenzialmente identiche a Lui”. Non c’è forse materia per qualche variazione sarcastica o dispettosa sul capo populista e le sue folle, piccole nullità misticamente innalzate dalla grande Nullità che le raduna?

Ma la teologia di Grillo è più sottile, e comprendeva almeno in origine una diarchia in seno al mondo divino: “Lui è il guru e io l’Elevato”, disse a proposito di Casaleggio, sempre nel delirio imolese. “E l’Elevato è un gradino più sopra del guru”. Ora che i due ruoli sono, per necessità, riuniti in una sola ipostasi, che cosa accade nei Cieli pentastellati? Io lo so che Zagrebelsky muore dalla voglia di scriverne, se solo avesse la letteratura adeguata, così mi sono affidato alla prodigalità delle mie mani bucate e gli ho infilato nella bisaccia dei viveri un altro libro: Holy Madness dell’indologo Georg Feuerstein, sulla tradizione dei rascal gurus (dove rascal vale briccone, canaglia, mascalzone). Pagliacci spirituali, maestri bisbetici, cafoni mistici, pazzi di Dio o di Satana: troverà ogni curiosità sul loro conto, e finalmente potrà tornare a scrivere, scrivere, scrivere, come su un’irrinunciabile linea del Piave della laïcité minacciata dai messia politici.

Il Foglio, 1 ottobre 2016

Written by Guido

ottobre 2, 2016 a 12:45 pm

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. “ Domenica 23 dicembre 2012 – « Benigni, non so da chi, è stato definito “ un comico “, “ un guitto “. Il suo discorso è stato la riflessione d’un uomo di cultura profonda e di meticolosa preparazione, il quale padroneggia in misura somma una gamma di strumenti espressivi che spaziano dall’ironia leggera, alla tenerezza, all’emozione, all’indignazione, alla passione civile. », disse il professor Zagrebelski. Mah. Boh. Dico io. Che più che copiare quello che dicono non so fare. “.

    acabarra59

    ottobre 2, 2016 at 3:22 pm


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: