Guido Vitiello

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Psicoanalizzare Repubblica. Barbara S. e l’Uomo dei merli

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AvXBDT6CIAQ4gvWNon temo il Berlusconi in sé, temo il Berlusconi in me. E più ancora temo il Berlusconi in certi editorialisti di Repubblica, dove si è annidato in modi che l’antica demonologia avrebbe catalogato senza indugi come possessione, predisponendo i riti e le formule del caso. Ma già che l’esorcismo non è più di moda, occorrerà affidarsi al suo moderno surrogato, la psicoanalisi. Solo nella Vienna del primo Novecento, dobbiamo riconoscerlo, circolavano ingegni in grado di illuminare i documenti clinico-giornalistici che abbiamo potuto leggere in questi giorni, ad opera di pazienti che non sfigurerebbero accanto ad Anna O., all’Uomo dei topi o al piccolo Hans. Ne sottopongo due all’attenzione del lettore.

1. Vedo Silvio. Il primo caso è quello di Francesco M., ma possiamo anche chiamarlo il piccolo Franz o l’Uomo dei merli. Dal suo editoriale del 22 ottobre: “Fabio Fazio sembrava Ghedini e Maradona Berlusconi. E il pubblico televisivo più colto d’Italia applaudiva il reato di evasione, che offende la disperazione del Paese impoverito, proprio come la corte eversiva del Cavaliere celebra la frode fiscale davanti al tempio di Palazzo Grazioli”. Come il lettore avrà intuito, siamo in presenza di un caso di incipiente psicosi allucinatoria. Nell’Interpretazione dei sogni (cap. VII, par. C: “L’appagamento di desiderio”), Freud ne riportava la genesi a uno stato primitivo dell’apparato psichico in cui si è in grado, in assenza dell’oggetto desiderato, di allucinarne la percezione. In altre parole la psiche del piccolo Franz, non potendo elaborare l’assenza di B. e la sua uscita di scena, ne ricrea l’immagine anche dove di tutta evidenza non c’è, per esempio in un ex calciatore argentino di mezza età. Lo stesso fenomeno, c’è da ipotizzare, si sarebbe verificato se gli avessero messo davanti uno spaventapasseri, uno scimpanzé bonobo in doppiopetto o una sedia vuota. Il caso è del tutto analogo all’episodio di Vedo nudo di Dino Risi in cui Nino Manfredi allucinava donne nude a partire da qualunque stimolo, anche da una coppia di bottiglie (“Sono due donne nude con un tappo in testa”). Si raccomanda un lungo riposo. Leggi il seguito di questo post »