Guido Vitiello

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La mano maneggia (Mani bucate, 10)

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Alcuni luoghi comuni richiedono una rettifica, un corollario, un lieve aggiustamento di tiro; altri esigono il tributo di sangue di una vendetta. Non giudicare un libro dalla copertina. Che scemenza è mai questa? La fonte, tra l’altro, pare sia il signor Tulliver del Mulino sulla Floss di George Eliot, e io ci penserei bene prima di affidarmi all’autorità di un mugnaio del primo Ottocento che compra i libri in blocco solo perché hanno la stessa legatura (“ho pensato che dovevano essere tutti buoni libri”). Non solo si può giudicare un libro dalla copertina, lo si può anche comprare unicamente per quella, e starsene ad ammirarla come fosse un emblema rinascimentale, considerando il titolo alla stregua del motto latino che accompagna l’immagine allegorica. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

agosto 11, 2016 at 4:51 pm

Filosofi, uno zombie vi divorerà

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Se un cieco guida un altro cieco, insegnano i Vangeli, cadranno tutti e due in un fossato. Chi va con lo zoppo, d’altro canto, impara a zoppicare. Ma che cosa accade quando ci si sceglie come guida uno zombie? La domanda non è irrilevante, specie in apertura di una campagna elettorale post-apocalittica dove l’accusa di “zombie” si annuncia come una delle armi polemiche più ricorrenti. E la risposta è in un volumetto di Maxime Coulombe, sociologo e studioso di storia dell’arte contemporanea, che s’intitola Petite philosophie du zombie (Puf): “L’intento di questo libro è semplice: fare dello zombie un Virgilio, una guida per osservare la nostra società occidentale”. D’altronde, si tratta di una creatura in buona parte autoctona, sebbene possa vantare remote origini haitiane. Ma se lo zombie tradizionale è un vivo che sembra morto, un corpo senza spirito che può essere magicamente riportato alla vita – concrezione mitologica di due lasciti coloniali, la schiavitù e il Cristianesimo – lo zombie contemporaneo, nato dai romanzi di Richard Matheson e soprattutto dai film di George A. Romero, è l’esatto contrario: un morto che sembra vivo, che deambula come un vivo un po’ rincoglionito, che spande la sua infezione tra gli uomini e che per giunta è cannibale. Che cosa vede Coulombe attraverso le sue orbite spente? Che cosa incarna o simboleggia, lo zombie? Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

ottobre 16, 2012 at 1:38 pm