Guido Vitiello

Posts Tagged ‘Maria Elena Boschi

Il corpo delle nonne. Tina Anselmi e la malafemmena (Mani bucate, 22)

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Ci sono cimeli inaccessibili perfino alle mie mani bucate. Da anni inseguo lo spot che Paolo Pietrangeli girò per Rifondazione Comunista in occasione delle elezioni regionali del 2000. Tutto quel che ricordo è che c’erano dei bambini incolpevoli in uno studio, bombardati da scene di Roma città aperta e di Ladri di biciclette, indotti a riscoprire i valori della Resistenza e della Costituzione per mezzo di una “cura Ludovico” di Rossellini e De Sica, così da disintossicarsi dal berlusconismo e, suppongo, dalle merendine. Posso sbagliarmi, posso esagerare, posso sovrapporre ricordi diversi, ma in quei pochi secondi c’era una delle chiavi per capire le guerre sulla bellezza dell’ultimo ventennio (già che l’Italia si giustifica solo come fenomeno estetico, le battaglie ideologiche sono spesso battaglie estetiche sotto falso nome). Uso bellico del vintage politico-cinematografico. Neorealismo contro cinepanettone. Bianco e nero contro colore. Pasolini contro tutti. Autenticità (retorica della) contro artificio. Le rughe di Anna Magnani contro il botox delle soubrette, in quella strana cosa intitolata Il corpo delle donne. Su Concita De Gregorio la cura neorealista produsse effetti così lisergici da farle scambiare il loden di Monti per il cappotto rivoltato di Umberto D. – ah, come descriveva il povero presidente, con il suo “ufficietto sobrio” e la moglie che accorre con “la valigia di camicie pulite”! Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

novembre 6, 2016 at 12:03 pm

Mani bucate

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GuidoP2

I proventi di questa rubrica saranno sperperati fino all’ultimo centesimo su eBay. Lo schema, antico e sperimentato, è lo stesso di Penelope: di giorno faccio un po’ di soldi scrivendo, di notte me ne disfaccio inseguendo cimeli, stravaganze, riviste e libri rari. La settimana successiva ne do conto ai lettori, per quel minimo di accountability a cui devono piegarsi anche i capricci, con la crisi tutt’intorno e il pareggio di bilancio in Costituzione. Ma sono capricci, poi? Buona parte dei discorsi che si sentono in giro suonano come rimasticature di discorsi già fatti (meglio, per giunta) venti, trenta o cent’anni prima; e nulla giova più, per infilarsi nel dibattito, che rovistare nelle attrezzerie di scena di spettacoli dismessi, negli arsenali di battaglie già combattute. Leggi il seguito di questo post »

Liberté, Égalité, Rodoté

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fantofilLiberté, Égalité, Rodoté. Tira aria di Rivoluzione francese, e la colpa è anche nostra: a furia di sentirsi chiamare giacobini, quelli del Fatto e di Libertà e Giustizia ci hanno presi in parola e si sono calati nel ruolo fino a vertici di sublime autoparodia. Il 27 settembre – sestidì della prima decade di Vendemmiaio – il cittadino Padellaro, in risposta a un lettore che si firma “Oui Danton”, propone di creare un Comitato di salute pubblica presieduto dal cittadino Rodotà. Girondini e girotondini, sanculotti e fanculotti sono chiamati a raccolta. Applaudono a piè di patibolo la cittadina Bonsanti, sferruzzando, e il cittadino Barbacetto, in quota enragés. Annunziata e Landini manifestano qualche timido imbarazzo per l’eco robespierrista della formula, ed è per non spaventare i girondini (i conti con loro si regoleranno a tempo debito) che Padellaro il 2 ottobre rinnova l’appello concedendo che si potrà scegliere un altro nome. Purché sia chiaro lo spirito del Comitato, ben riassunto dal cittadino Gamelin ne Gli dèi hanno sete, il romanzo di Anatole France sul Terrore: “Non basta un tribunale rivoluzionario. Ce ne vuole uno in ogni città… che dico? In ogni comune, in ogni mandamento. Bisogna che tutti i padri di famiglia, tutti i cittadini si erigano a giudici”. I signori in mantello nero e cappello a piuma delle Procure siano affiancati da citoyens con le maniche rivoltate e la picca tra le mani. Leggi il seguito di questo post »