Guido Vitiello

Archive for the ‘Politica’ Category

Per non dimenticare. Telese scambia Auschwitz con la Bolognina

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Se i crimini della Shoah, come sosteneva tanti anni fa Vladimir Jankélévitch, devono essere considerati imprescrittibili, propongo che si faccia altrettanto con le boiate dette, scritte o pensate intorno alla Shoah.

O almeno è l’alibi a cui mi appiglio per riproporre una cosa che risale a un paio di mesi fa, ai primi di settembre: l’allucinante monologo di Luca Telese alla festa del Fatto Quotidiano, intitolato (che pena per il povero Gaber) Qualcuno era comunista, proprio come il suo libro.

Ora, non che mi aspettassi granché dall’Umberto Smaila del giornalismo italiano, di cui si è detto, impeccabilmente, che è un “banalizzatore come solo i finti romani sanno essere”. Ma questo, credetemi, è davvero troppo. Leggi il seguito di questo post »

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novembre 4, 2010 at 7:16 PM

“Tangheri! Macachi! Froci! Froci! Impotenti!”

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Dopo le ultime spacconate viriloidi del nostro, sono certo che qualche amico letterato avrà pensato al Mussolini erotomane ritratto da Carlo Emilio Gadda in Eros e Priapo e alle sue adoratrici, l’uomo che “giunse a far credere a codeste osannanti di essere lui il solo genitale-eretto disponibile sulla piazza”, cosicché “elle videro in lui il padrone, il verro che si sarebbe vautré sul loro inguine fremente di attesa”, mentre gli altri maschi erano “poltroni impotenti” regrediti a “eunucoidismo femminilizzante”.

Sarebbe, però, un pensiero troppo alto. Il vero padre culturale di questa nostra destra è, di tutta evidenza, Lando Buzzanca. Leggi il seguito di questo post »

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novembre 3, 2010 at 9:30 am

Vargas Llosa y el Partido del Amor

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Hanno scritto che è una vittoria per la destra svedese; che è una vittoria per la destra autoritaria latinoamericana; che è una vittoria per i razzisti e i nemici dell’immigrazione; che è un premio dato a uno che è non solo “neo-liberale” ma anche macho e sessista. La sinistra radicale svedese, a quanto pare, non ha reagito bene al Nobel a Mario Vargas Llosa, come ha raccontato martedì Johan Norberg sul magazine libertario online Spiked:

People who never voiced any concerns about the politics of other Nobel Prize winners – like Wisława Szymborska, who wrote poetic celebrations of Lenin and Stalin; Günter Grass, who praised Cuba’s dictatorship; Harold Pinter, who supported Slobodan Milošević; José Saramago, who purged anti-Stalinists from the revolutionary newspaper he edited – thought that the Swedish Academy had finally crossed a line. Mario Vargas Llosa’s politics apparently should have disqualified him from any prize considerations. He is after all a classical liberal in the tradition of John Locke and Adam Smith. Leggi il seguito di questo post »

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ottobre 14, 2010 at 9:03 am

Lettonia dei Valori

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“Ogni angolo del mondo è, a suo modo, un frattale, un microscopico infinito di infiniti, dove si possono trovare tutte le verità e le falsità dell’universo. La Lettonia non sfugge a questa regola generale”.

Da Il candidato lettone, di Giulietto Chiesa, in libreria da fine settembre. Il ridicolo involontario di quest’uomo non cesserà mai di stupirmi – e, a suo modo, di farmi simpatia.

*Il titolo del post è luttazzianamente rubato a Christian Rocca

Written by Guido

ottobre 13, 2010 at 10:01 am

Luca Coscioni, il medium e il messaggio

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È morto Luca Coscioni, e il guviblog è a lutto. Rare, quasi nulle, sono state le occasioni di incontrarlo: un paio di email che ci scambiammo qualche anno fa, e un cd che avevo composto per lui e gli avevo spedito in dono a Torre Argentina – una sorta di antologia libertaria della canzone italiana.

Così, in mancanza di ricordi personali, ho frugato nel mio archivio di ritagli di stampa e sono riuscito a ripescare uno degli articoli più belli che siano stati scritti su Luca. Su di lui, e sull'”antropologia politica” radicale. L’articolo uscì sul “Foglio” del 19 aprile 2001, con il titolo Luca Coscioni, ovvero il corpo gettato con amore al centro della politica. Ne era autore Luigi Manconi, persona di cui non sempre ho condiviso battaglie e ragioni; condivido invece ogni parola di questo intervento. Dopo le precisazioni di prammatica (in soldoni, dopo aver chiarito che non voterà radicale) Manconi scrive:

Premesso tutto ciò, dico che la candidatura, come capolista, di Luca Coscioni, malato di sclerosi laterale amiotrofica, è una importantissima scelta politica. E non solo perche la rivendicazione che, alla lettera, incarna è sacrosanta (la libertà di ricerca e, in particolare, quella sulle cellule staminali e sugli embrioni sovrannumerari non impiantati); non solo, cioè, per il contenuto di quella scelta, ma proprio per il mezzo – e in politica il mezzo è tutto – cui si ricorre. E il mezzo è né più né meno che Luca Coscioni stesso: Luca Coscioni in carne e ossa, si può dire. Leggi il seguito di questo post »

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febbraio 22, 2006 at 6:37 PM

Pubblicato su guviblog, Politica

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