Guido Vitiello

Archive for the ‘Università’ Category

Consigli (interessati) per gli acquisti

with 2 comments

È in libreria, da qualche mese, A Companion to Werner Herzog, a cura di Brad Prager, edito da Wiley-Blackwell. Se c’è un libro su Herzog che bisogna avere a tutti i costi, è questo qui: 630 pagine fitte fitte in cui si parla di tutti i suoi film, di tutti i suoi temi e di tutte le sue ossessioni (c’è perfino un saggio sui polli). A parlarne sono i suoi più grandi conoscitori internazionali, a partire da Prager stesso (già autore di The Cinema of Werner Herzog, 2007), Timothy Corrigan (curatore, nel 1986, di The Films of Werner Herzog) e altre autorità herzoghiane come Eric Ames e Lúcia Nagib.

Tra gli autori, approfittando della distrazione del curatore, si è intrufolato anche un oscuro ricercatore italiano. Il suo saggio, Portrait of the Chimpanzee as a Metaphysician: Parody and Dehumanization in Echoes from a Somber Empire, lo trovate alle pagine 547-565. L’indice dettagliato dell’opera, qualche estratto, le recensioni, le informazioni editoriali: si trova tutto a questo indirizzo.

Written by Guido

agosto 20, 2012 at 7:02 pm

Pubblicato su Cinema, Libri, Università

Il testimone immaginario. Auschwitz, il cinema e la cultura pop

leave a comment »

Presto in libreria, ma fin d’ora acquistabile presso l’editore Ipermedium!

Written by Guido

gennaio 27, 2012 at 9:14 am

Pubblicato su Cinema, Libri, Università

Lost. Analisi di un fenomeno (non solo) televisivo

with one comment

Arriva in libreria Lost. Analisi di un fenomeno (non solo) televisivo, a cura di Romana Andò, Bonanno editore (232 pagine, 20 euro), il primo serio tentativo di fare i conti con quella che per molti di noi è stata a lungo un’ossessione prossima alla tossicomania. Per parte mia, ho capito di esserne uscito quando frasi come “secondo me il mostro di fumo nero è in realtà il finto John Locke”, pronunciate per mesi con la massima serietà a conversazione con altri tossicomani, mi sono sembrate, di colpo, completamente demenziali. Lo erano.

Ora, di grazia, ne sono fuori (salvo ricadute), John Locke è tornato a essere John Locke, ma non potrò mai più leggere il Saggio sull’intelletto umano senza immaginarmi, sotto la lunga secentesca parrucca del filosofo, la testa pelata di Terry O’Quinn. Temo che sia lo stesso per gli altri autori del libro – Boccia Artieri, Buonanno, Ciofalo, Gianturco, Leonzi, A. Marinelli, G. Marinelli, Valeriani, Vellar – tra i quali ci sono alcuni Lost-dipendenti riabilitati (non dirò quali per le ovvie ragioni di riservatezza che impongono le informazioni cliniche). Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

settembre 23, 2011 at 8:15 pm

Il teorico del sessantanove. Il Kamasutra di Marshall McLuhan

with 2 comments

Ci sono quelli che hanno fatto il Sessantotto e quelli che hanno fatto il Sessantanove, diceva Alberto Arbasino, ed è una distinzione che mette in chiaro molte cose. Serge Gainsbourg apparteneva alla seconda categoria. Le barricate del maggio parigino preferì seguirle in televisione da una stanza dell’Hotel Ritz perché, confessò, lì almeno c’era l’aria condizionata. Ma non disertò l’avvento dell’anno successivo, il 1969 appunto, e anzi volle salutarlo cantando a duetto con la sua nuova fiamma Jane Birkin la benaugurante 69 année érotique. Il 45 giri uscì a febbraio. A marzo dell’“anno erotico”, appena un mese più tardi, sul paginone centrale di Playboy si poteva ammirare una ventiduenne del New Jersey di nome Kathy MacDonald, una bionda tutta lentiggini e frangetta morbidamente adagiata su un lenzuolo giallino disseminato di fumetti di Dick Tracy e di Charlie Brown. A Gainsbourg sarebbe piaciuta, non c’è dubbio, e con lui a tutta l’allegra brigata del Sessantanove. Ma per gli adepti del Sessantotto quella dea dell’abbondanza sorridente e rotondetta con la sua cornucopia di comics e rotocalchi era l’incarnazione di tutto quel che dicevano di combattere, una Circe insidiosa e maliarda sulle rotte dell’Ulisse rivoluzionario. Leggi il seguito di questo post »

1968. Incubi accademici

with 2 comments

“Il movimento studentesco ha posto quattro condizioni al corpo docente in vista del superamento della subordinazione dello studente nel corso dell’esame…”. Da un vecchio 45 giri a cura di Mario Scialoja (Il ’68. Voci e storia di quell’anno incredibile, Editoriale L’Espresso, 1980), suonato sul mio giradischi vintage.

Written by Guido

aprile 14, 2011 at 6:45 pm

Pubblicato su Politica, Università