Guido Vitiello

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Mani Pulite al Liceo

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Quando arrestarono Mario Chiesa avevo appena sedici anni. Del finimondo che mi accadeva attorno capivo ben poco, e registravo solo le informazioni che avessero qualche attinenza con la mia vita di studente di un liceo classico romano, per di più di un liceo storicamente “disimpegnato”. Dunque inezie, dettagli, nugae di poco conto. Non ero ancora hegeliano a sufficienza per riconoscere, nelle fotografie di Borrelli a cavallo che comparivano sui rotocalchi, l’immagine dello Spirito del mondo (Hegel era programma del terzo anno). Eppure, a richiamare oggi i ricordi di quella stagione, devo constatare che il mio fiuto di adolescente mi aveva portato a selezionare l’essenziale, a comporre un vademecum che ancora oggi mi è d’aiuto. Ricordo per esempio di quando vidi il faccione di marmo di Platone, lo stesso che campeggiava sul mio manuale di filosofia, sulla copertina di un volumetto dal titolo Mani pulite. Dentro c’erano l’Apologia di Socrate e il Critone, e il settimanale Epoca lo allegava al numero in edicola: prima, però, aveva avuto l’accortezza di distribuirlo a tutti i parlamentari del parlamento dei corrotti. Non potevo sospettare che in quella copertina ci fossero in nuce tutte le festivaliere filosofe della turpitudine, ma intuii che qualcuno, in Italia, avrebbe presto dovuto bere la cicuta. Leggi il seguito di questo post »

Edicole votive. Sulla lettura del giornale

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È celebre l’aforisma di Hegel secondo cui la lettura del giornale è la preghiera mattutina dell’uomo moderno. Egli più esattamente parla di una forma di preghiera realistica (eine Art von realistischem Morgensegen), rivolta – non si sa bene a chi – nella speranza di dare forma e ordine, per un giorno almeno, al caos del mondo.

Celebre è l’aforisma, certo, ma il naturale corollario tuttora manca: in breve, abbiamo la preghiera ma non il trattato di orazione, nessuno che ci insegni con quale disposizione di spirito praticare il quotidiano atto di pietà.

Dunque siamo costretti a cercarci da soli i nostri Loyola e i nostri Molinos. Per parte mia, mi affido alle Didascalie per la lettura di un giornale di Valerio Magrelli e alla raccolta di Fatti inquietanti di J. Rodolfo Wilcock. Sono due modi – simmetrici, ma in ultimo convergenti – di leggere i giornali scartando senza indugi e ripensamenti la meschina categoria dell'”attualità”. Mi riprometto di tornar presto a parlarne.

Il consiglio preliminare a ogni esercizio devozionale in materia di gazzette, tuttavia, è in questa pagina di Giuseppe Rensi, che potremmo chiamare filosofo stoico se volessimo proprio chiamarlo in qualche modo (e non vogliamo). Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

ottobre 18, 2010 at 1:12 pm