Il blog di Guido Vitiello

Posts Tagged ‘Massimo Cacciari

Alla faccia! Galleria di ritratti filosofici

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VATTIMO-GIANNI-481x600Ho sempre pensato che Emanuele Severino fosse irrappresentabile. Al limite, con qualche sforzo, riuscivo a figurarmelo come una pura astrazione geometrica, diciamo come un punto senza dimensioni. Ed è normale che sia così: a noi rimasti a valle, ciondolanti a testa china nei pascoli del divenire, chi ha scalato le vette del pensiero fino a piantare le tende sull’Essere non può che apparire come un puntino lontano. E non un punto qualunque, ma il sovrano assoluto di Pointlandia a cui Abbott, in Flatland, prestò questo magnifico soliloquio parmenideo: “Infinita beatitudine dell’esistenza! Esso è; e non c’è altro al di fuori di Esso. Quello che Esso pensa, Esso lo dice; e quello che Esso dice, Esso lo ode; ed Esso è Pensatore, Parlatore, Ascoltatore, Pensiero, Parola, Audizione; è l’Uno, e tuttavia il Tutto nel Tutto. Ah, la felicità, ah, la felicità di Essere!”. Leggi il seguito di questo post »

Il dissoluto punito ossia Roberto Calasso

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469px-Don_Juan_and_the_statue_of_the_Commander_mg_0119Il dissoluto punito ossia Roberto Calasso. Questo sì che sarebbe un buon titolo per un libretto d’opera. Tutto sta ad accordarsi su che cosa debba intendersi per dissoluto, e una prima risposta la si rintraccia nel dizionario dei sinonimi del Tommaseo: “Quando un corpo organizzato e comecchesia congegnato si scioglie in modo che sia distrutta l’organizzazione e il disegno di prima, dicesi che si dissolve, che cade in dissoluzione. (…) Di qui venne il senso traslato di dissoluto e degli altri derivati”. Dissoluzione è parola chiave per comprendere le tormentate relazioni diplomatiche della Adelphi con la vasta provincia della cultura italiana. La adottò per la prima volta, nel giugno 1979, un anonimo redattore di Controinformazione, rivista vicina alle Brigate Rosse (lo ricorda Calasso ne L’impronta dell’editore). L’articolo si intitolava “Le avanguardie della dissoluzione” e definiva la Adelphi “aurea struttura portante della controrivoluzione sovrastrutturale”. Il legnoso estensore guardava con preoccupata ammirazione quel catalogo di autori eccelsi e un po’ tenebrosi “al cui fascino si piegano devotamente i rivoluzionari stessi”. Il Don Giovanni editoriale, dunque, prima che dissoluto era dissolutore, e chissà che i brigatisti non avessero in mente il Verdampfen della nota frase di Marx ed Engels: “Tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria”. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

maggio 8, 2013 at 10:09 pm