Archive for novembre 2010
La soldatessa va a Bayreuth
Dobbiamo a Ennio Flaiano, in una pagina su Riusciranno i nostri eroi… (1968), il film conradiano di Ettore Scola, la rivelazione del ruolo assegnato all’italiano nel grande disegno dell’universo:
«L’italiano, nella sua qualità di personaggio comico, è un tentativo della natura di smitizzare se stessa. Prendete il Polo Nord: è abbastanza serio preso in sé. Un italiano al Polo Nord vi aggiunge subito qualcosa di comico, che prima non ci aveva colpito. Il Polo Nord non è più serio. (…) La savana, la giungla, i grandi spazi dell’Africa: due italiani bastano a corromperli. “Dottore!”, “Ragioniere!”. Non rinunciano ai loro titoli, guardano i grandi spazi, vi si perdono, li percorrono senza convinzione, dubbiosamente, “Con lei in Africa non ci vengo più” eccetera. Quando due italiani si incontrano per caso all’estero, la loro prima reazione è un gran ridere. “Che fai qui?…” “E tu?”». Leggi il seguito di questo post »
Per non dimenticare. Telese scambia Auschwitz con la Bolognina
Se i crimini della Shoah, come sosteneva tanti anni fa Vladimir Jankélévitch, devono essere considerati imprescrittibili, propongo che si faccia altrettanto con le boiate dette, scritte o pensate intorno alla Shoah.
O almeno è l’alibi a cui mi appiglio per riproporre una cosa che risale a un paio di mesi fa, ai primi di settembre: l’allucinante monologo di Luca Telese alla festa del Fatto Quotidiano, intitolato (che pena per il povero Gaber) Qualcuno era comunista, proprio come il suo libro.
Ora, non che mi aspettassi granché dall’Umberto Smaila del giornalismo italiano, di cui si è detto, impeccabilmente, che è un “banalizzatore come solo i finti romani sanno essere”. Ma questo, credetemi, è davvero troppo. Leggi il seguito di questo post »
Datemi i soldi (ho un’idea miliardaria)
“Uscendo da un negozio nel quale si era recato per acquistare un dopobarba, un signore di mezza età, serio e tranquillo, si accorse che gli avevano rubato l’Universo. Al posto dell’Universo c’era solo una polverina grigia, la città era scomparsa, scomparso il sole, nessun rumore veniva da quella polvere apparentemente del tutto abituata al proprio mestiere di polvere”.
La mia idea potenzialmente miliardaria del giorno è questa: trasformare Centuria di Manganelli in una serie televisiva sul modello di Ai confini della realtà. Cento puntate di 25 minuti ciascuna.
Chi mi dà i soldi? Leggi il seguito di questo post »
“Tangheri! Macachi! Froci! Froci! Impotenti!”
Dopo le ultime spacconate viriloidi del nostro, sono certo che qualche amico letterato avrà pensato al Mussolini erotomane ritratto da Carlo Emilio Gadda in Eros e Priapo e alle sue adoratrici, l’uomo che “giunse a far credere a codeste osannanti di essere lui il solo genitale-eretto disponibile sulla piazza”, cosicché “elle videro in lui il padrone, il verro che si sarebbe vautré sul loro inguine fremente di attesa”, mentre gli altri maschi erano “poltroni impotenti” regrediti a “eunucoidismo femminilizzante”.
Sarebbe, però, un pensiero troppo alto. Il vero padre culturale di questa nostra destra è, di tutta evidenza, Lando Buzzanca. Leggi il seguito di questo post »

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