Guido Vitiello

Archive for the ‘Il Mondo di Pannunzio’ Category

Confessioni di un bovarista liberale

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9788861923744La sera andavo anch’io in via Veneto, ma perché ero uno sfigato. Non c’erano, ad aspettarmi, Pannunzio e Libonati al caffè Rosati, anzi non c’era proprio il caffè Rosati. C’era il fast food di piazza Barberini tra i cui miasmi, frammisti alle zaffate calde e umide spiranti dalla grata della metropolitana, bazzicavo il più delle volte da solo, all’occasione in compagnia di un nerd italogiapponese. Poca cosa, vedete bene: non c’è materia da romanzo. La sera andavo in via Veneto perché c’era una libreria aperta fino a notte, che non sarà stata la Rossetti, chiusa da chissà quanto, ma era l’unico luogo dove potessi coltivare quella forma tipicamente insocievole della sfiga adolescenziale che è la bibliomania. Arrivato tardi per lo “snobismo liberale” di Elena Croce, non mi restava che il bovarismo liberale, il ricongiungimento tutto libresco a una comitiva di fantasmi, a spasso per una via anch’essa alquanto spettrale. Voglio credere, o forse sperare, che il mio caso non sia isolato. Sospetto anzi che per altri liberali figli di liberali la generazione del Mondo abbia rappresentato, mutatis mutandis, quello che per i coetanei più a sinistra sono stati i padri sessantottini. Loro erano stati giovani al momento opportuno, baciati dal kairos, avevano potuto coniugare la persuasione, in sé un po’ frigida, di essere dalla parte giusta con il privilegio mondano di godersi la bella o la dolce vita di una stagione fatata. È naturale che i venuti dopo fossero presi nella morsa di un sentimento ambivalente: la venerazione per quel mondo eroico e scomparso, e il fastidio per il querulo narcisismo generazionale dei reduci e dei memorialisti. Leggi il seguito di questo post »

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gennaio 12, 2014 at 12:46 pm

Abbacchio con patate senza abbacchio. Su Nicola Chiaromonte

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chaplinwaiter

Ordinare un abbacchio con patate e vedersi recapitare delle patate senza abbacchio; comprare Il tempo della malafede e altri scritti di Nicola Chiaromonte e constatare, scorrendo l’indice, che non c’è “Il tempo della malafede”, ma solo gli altri scritti. Sono due incidenti che possono rovinarvi, rispettivamente, il pranzo di Pasqua e le letture di Pasquetta. Nel primo caso, però, si può sempre pensare che sia all’opera un cameriere pasticcione come il Chaplin di Tempi moderni, che deve servire un’anatra arrosto in un ristorante affollatissimo ma porta in tavola solo il contorno, perché l’anatra si è impigliata nel lampadario. Il caso di Chiaromonte è più difficile da decifrare, già che lo stesso piatto incompiuto sarà servito a tutta la mensa famelica dei lettori, e ci si chiede se non altro cosa passasse per la mente all’intero ristorante delle Edizioni dell’Asino, dai cuochi al maître di sala, mentre facevano uscire dalle cucine centinaia di abbacchi con patate senza abbacchio. Leggi il seguito di questo post »

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aprile 3, 2013 at 2:46 pm

Cose buone dal “Mondo”, III – Trattative di governo

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Come si svolgono le trattative per un governo in Italia. Disegno di Mino Maccari. “Il Mondo”, 5 aprile 1960

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dicembre 10, 2010 at 9:27 am

Cose buone dal “Mondo”, II – Eutanasia e suicidio

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Oggi, a margine del monologo di Saviano sul caso Welby, delle polemiche che ne sono seguite (più insulse del solito) sull’eutanasia e il diritto di scegliere la propria morte, il mio Qohelet Daily – il giornale composto unicamente di vecchi articoli – pubblicherebbe questo intervento di Guido Calogero, uno dei grandi filosofi italiani del secolo scorso. Uscì sul Mondo il 20 marzo del 1962 nella rubrica “Quaderno” che occupava il taglio basso della sedicesima e ultima pagina. A quanto apprendo, fu poi ripubblicato in Quaderno laico (Laterza, 1967), che raccoglieva il meglio della rubrica. Prosegue così lo scellerato progetto di ripubblicazione integrale, un articolo a settimana per i prossimi 830 anni, del Mondo di Pannunzio. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

novembre 21, 2010 at 11:35 am

“Il Mondo” di Pannunzio online (nei prossimi 830 anni)

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Abbonatevi a Il Mondo, settimanale politico economico e letterario. Direttore: Mario Pannunzio. Redattore capo (o redattore cupo, secondo la sua formula): Ennio Flaiano. Ogni settimana – o quasi – le inchieste di Ernesto Rossi, le vignette e i disegni di Mino Maccari, la rubrica di Guido Calogero e quella di Alfredo Todisco. Per la letteratura inglese e americana c’è Agostino Lombardo, sommo traduttore di Shakespeare. Per la tedesca Ladislao Mittner, o Aloisio Rendi. E così via: ogni cantuccio dello scibile (così come dell’aleatorio e dell’inconoscibile) ha un’intelligenza sopraffina preposta a illuminarlo.

Se siete fortunati, potrete trovare tra le pagine un racconto di Landolfi o di Comisso, un intervento di Croce o di Salvemini, uno stralunato reportage di Alberto Arbasino a zonzo per i teatri d’Europa o un ancor più stralunato reportage di Elémire Zolla dal Parco dei Mostri di Bomarzo. Ma capita spesso di imbattersi anche in Soldati e Alvaro, Silone e Brancati, e credetemi se vi dico che non ho menzionato che una piccolissima parte dei nomi per cui val la pena abbonarsi. Leggi il seguito di questo post »