Archive for the ‘Deliri’ Category
Le puttane di Kant (e l’Elogio futurista della prostituzione)
Il professor Eco fa spesso le ore piccole (ma perché legge Kant). Poi, a notte fonda, ripone sul comodino la Grundlegung zur Metaphysik der Sitten e scivola nel sonno. E chissà quali sogni selvaggi sogna allora, il professor Eco. Kant e l’ornitorinco che si avventano l’uno sull’altro, in fregola, in una battaglia d’amore in sonno, una hypnerotomachia; perché se proprio non può esimersi dal sognare – di per sé una sconveniente obnubilazione delle facoltà critiche – che almeno sian sogni in edizione aldina e, ove possibile, ornati di xilografie allegoriche rinascimentali. Di certo, da buon kantiano, il professor Eco si preclude di sognare la Cosa in sé, l’inattingibile Ding an sich che crepita sotto il velame delle apparenze. Così inattingibile che ci si domanda perfino se esista, e soprattutto cosa diavolo sia, quell’oscuro oggetto del desiderio. Un filosofo la cui inesistenza è invece assodata, Jean-Baptiste Botul, ha dato la sua risposta in una conferenza mai tenuta a Nuova Königsberg, colonia dei kantiani del Paraguay: «La Cosa è il Sesso. È evidente. Non possiamo conoscere la Cosa in sé, ci avverte Kant. Non ne siamo capaci, ma soprattutto non ne siamo autorizzati» (La vita sessuale di Immanuel Kant). E poi: «È noto il rovescio di questo genere di ascetismo: il bordello. La Verità che si voleva nuda attraverso l’esperienza e la speculazione, la si contemplava, alla fine, tra le gambe della prostituta, professionista della “Cosa in sé”». La Cosa in sé sarebbe dunque quella cosa, che il kantiano si affatica a raggiungere brancicando tra le sottane della realtà. Perché questo è, in ultimo, il suo supplizio di Tantalo: la Cosa gli appare sempre tegumentata dalle apparenze, diciamo pure dalla lingerie del mondo fenomenico. Leggi il seguito di questo post »
Come non eccedere nelle ridondanze pleonastiche di troppo
Perché dire “procedura d’imbarco”, se l’imbarco è già in sé una procedura? Perché dire “situazione di emergenza”, quando basterebbe “emergenza”? Leggi il seguito di questo post »
All’onorevole piacciono le donne. Genealogia del bunga bunga
All’onorevole piacciono le donne. D’accordo, direte voi, e dov’è la notizia? Questo però non è un onorevole qualunque. È il presidente del Consiglio, e aspira al più alto Colle. È applaudito da vescovi e cardinali. Eppure, non riesce a contenersi. Se gli capita a tiro una donna o qualunque cosa abbia figura di donna – uno scozzese in kilt, un curato in sottana – non ha freni: allunga la mano e palpa. Nei suoi sogni più sfrenati, il paradiso è un luogo dove bellissime ragazze nude si dispongono in schiera per farsi tastare il sedere, una dopo l’altra. Qualcuno gli raccomanda di farsi curare. Ma il telefono dell’onorevole è sotto controllo, e c’è chi lo ricatta con foto e filmati che documentano la sua incontinenza erotica. D’accordo, direte ancora: ma dov’è la notizia? La notizia è che quella che avete appena letto non è una sintesi del faldone di trecento pagine della Procura di Milano, ma la trama di un film con Lando Buzzanca: per l’esattezza, All’onorevole piacciono le donne (1972) di Lucio Fulci, uno dei capostipiti della «commedia sexy all’italiana» degli anni Settanta. È lì che dobbiamo tornare, per capire cosa sta succedendo. Leggi il seguito di questo post »
L’igienista dentale tutta pepe e tutta sale
Il caso Ruby, quasi più del caso Mosley, sta riportando a galla tutte le mie più turpi memorie cinematografiche, e questo mi dà da pensare. L’altro ieri, quando ho letto su Repubblica che nella “sala del bunga bunga” le ragazze si travestivano da infermiere e poliziotte a seno nudo e poi improvvisavano uno strip-tease, mi è apparsa subito evidente una delle matrici (forse la principale) dell’immaginario erotico del Presidente del Consiglio: la commedia sexy all’italiana di fine anni Settanta. L’infermiera di notte, L’infermiera nella corsia dei militari, La poliziotta della squadra del buon costume, La poliziotta fa carriera. Ma anche, perché no, La minorenne e Quell’età maliziosa.
Se dalle indagini salterà fuori che le serate prevedevano anche docce spiate dal buco della serratura e maestrine in minigonna che accavallano le gambe sotto la cattedra, la Procura di Milano si troverà costretta a mandare un avviso di garanzia a Mariano Laurenti, se non altro come mandante morale. Leggi il seguito di questo post »
Un cadavre exquis non molto exquis
Immaginiamo un esordio romanzesco piuttosto convenzionale, ma sempre accattivante: un uomo è colto da amnesia. Come lo smemorato di Collegno (che vedete qui accanto) non ha la più pallida idea di chi sia e da dove venga. Il suo vuoto di memoria è conteso da più di un pretendente, ed egli deve cercare un appiglio, un bandolo, qualcosa che possa accertare una volta per tutte la sua identità.
Ora, supponiamo che sia io questo smemorato, e che tutto quel che mi resta a disposizione siano le statistiche di accesso al mio blog e in particolare la lista delle parole chiave che hanno condotto i visitatori da Google a UnPopperUno.
Da questa lista ho estratto una sequenza, una sorta di cadavre exquis surrealista che, nell’evenienza di un’amnesia, dovrebbe darmi qualche informazione su me stesso, consentendomi di ritrovare la memoria perduta. Non vi nascondo che sono piuttosto preoccupato.
Tana per Umberto Eco
Tra i libri che sono fiero di ospitare nel mio scaffale c’è Come farsi una cultura mostruosa di Paolo Villaggio, una raccolta di quiz a risposta multipla pubblicata da Bompiani nel 1972. Ho appena detto: di Paolo Villaggio. Ma tutto fa sospettare che ci fosse lo zampino di Umberto Eco. Anzi, almeno per quel che riguarda la prefazione (Istruzioni prima dell’uso), non ho dubbi, è proprio lui:
“Paolo Villaggio propone in questo libro una serie di parole usate, sinora, soltanto dai compilatori di enciclopedie dell’Università di Tubinga, e propone al lettore quattro o più soluzioni per ciascuna voce. Toccherà all’astuto lettore di identificare la soluzione giusta, che l’Autore non dà – anzitutto per innata perfidia, in secondo luogo perché a chiunque sarà facile trovarla consultando direttamente a casa propria brevi e compendiosi manuali quali l’Enciclopedia Britannica, il Kindler Lexicon, il Dizionario della Crusca, le poche centinaia di volumi in quarto della Patrologia Latina dell’Abate Migne, e specialmente il Mundus Subterraneus e il Mysterium Aegyptiacum di Padre Athanasius Kircher, facilmente reperibili da qualsiasi buon antiquario di Amsterdam”.
Suona familiare, vero? Quando c’è di mezzo Kircher o la Patrologia del Migne, ci si può scommettere: è l’Umberto. Leggi il seguito di questo post »





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