Guido Vitiello

Posts Tagged ‘Ennio Flaiano

“Il Mondo” di Pannunzio online (nei prossimi 830 anni)

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Abbonatevi a Il Mondo, settimanale politico economico e letterario. Direttore: Mario Pannunzio. Redattore capo (o redattore cupo, secondo la sua formula): Ennio Flaiano. Ogni settimana – o quasi – le inchieste di Ernesto Rossi, le vignette e i disegni di Mino Maccari, la rubrica di Guido Calogero e quella di Alfredo Todisco. Per la letteratura inglese e americana c’è Agostino Lombardo, sommo traduttore di Shakespeare. Per la tedesca Ladislao Mittner, o Aloisio Rendi. E così via: ogni cantuccio dello scibile (così come dell’aleatorio e dell’inconoscibile) ha un’intelligenza sopraffina preposta a illuminarlo.

Se siete fortunati, potrete trovare tra le pagine un racconto di Landolfi o di Comisso, un intervento di Croce o di Salvemini, uno stralunato reportage di Alberto Arbasino a zonzo per i teatri d’Europa o un ancor più stralunato reportage di Elémire Zolla dal Parco dei Mostri di Bomarzo. Ma capita spesso di imbattersi anche in Soldati e Alvaro, Silone e Brancati, e credetemi se vi dico che non ho menzionato che una piccolissima parte dei nomi per cui val la pena abbonarsi. Leggi il seguito di questo post »

La soldatessa va a Bayreuth

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Dobbiamo a Ennio Flaiano, in una pagina su Riusciranno i nostri eroi… (1968), il film conradiano di Ettore Scola, la rivelazione del ruolo assegnato all’italiano nel grande disegno dell’universo:

«L’italiano, nella sua qualità di personaggio comico, è un tentativo della natura di smitizzare se stessa. Prendete il Polo Nord: è abbastanza serio preso in sé. Un italiano al Polo Nord vi aggiunge subito qualcosa di comico, che prima non ci aveva colpito. Il Polo Nord non è più serio. (…) La savana, la giungla, i grandi spazi dell’Africa: due italiani bastano a corromperli. “Dottore!”, “Ragioniere!”. Non rinunciano ai loro titoli, guardano i grandi spazi, vi si perdono, li percorrono senza convinzione, dubbiosamente, “Con lei in Africa non ci vengo più” eccetera. Quando due italiani si incontrano per caso all’estero, la loro prima reazione è un gran ridere. “Che fai qui?…” “E tu?”». Leggi il seguito di questo post »

Giù il sicario. Carmelo Bene ed Ennio Flaiano

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Quando farò un film su Carmelo Bene, questa sequenza da Colpo rovente (1969) di Piero Zuffi figurerà prima ancora dei titoli di testa. Anzi, visto che con ogni probabilità non farò un film su Carmelo Bene, fate conto che questo sia il mio film.

La scena è tratta da un giallo italiano che vidi per la prima volta a Venezia, nella benemerita rassegna di Marco Giusti sul cinema di genere, e che mi colpì a tal punto da procurarmene un’edizione pirata sottotitolata in greco moderno (di meglio eBay non offriva).

Qui Bene fa la parte di un sicario pallido e misantropo che attraversa impaziente e pressoché inavvertito i ritrovi dei giovani contestatori. È ricercato dalle forze dell’ordine, che per dargli la caccia non hanno che foto e filmati: e lui, per depistarli, si nasconde nello sgabuzzino di un albergo e si cambia d’abito.

Una sorta di involontaria autoallegoria, non vi pare? Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

ottobre 25, 2010 at 10:26 PM

Plateali sbadigli

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“Comunque Salomè [di Carmelo Bene] è uno spettacolo che non lascia indifferenti. Ci ha persino svegliati”. Adelphi riporta in libreria Lo spettatore addormentato di Ennio Flaiano, l’unico libro sul teatro che possa leggere anche chi, come me, detesta il teatro.

Ho scritto: “riporta in libreria”. Ma mi accorgo ora della differenza tra la mole di pagine della mia vecchia edizione Rizzoli e di questa nuova (che è quasi la metà). E oltretutto, cambiano i nomi dei curatori. Gli amici flaianologi mi spieghino l’arcano. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

ottobre 14, 2010 at 2:09 PM