Posts Tagged ‘Ennio Flaiano’
La soldatessa va a Bayreuth
Dobbiamo a Ennio Flaiano, in una pagina su Riusciranno i nostri eroi… (1968), il film conradiano di Ettore Scola, la rivelazione del ruolo assegnato all’italiano nel grande disegno dell’universo:
«L’italiano, nella sua qualità di personaggio comico, è un tentativo della natura di smitizzare se stessa. Prendete il Polo Nord: è abbastanza serio preso in sé. Un italiano al Polo Nord vi aggiunge subito qualcosa di comico, che prima non ci aveva colpito. Il Polo Nord non è più serio. (…) La savana, la giungla, i grandi spazi dell’Africa: due italiani bastano a corromperli. “Dottore!”, “Ragioniere!”. Non rinunciano ai loro titoli, guardano i grandi spazi, vi si perdono, li percorrono senza convinzione, dubbiosamente, “Con lei in Africa non ci vengo più” eccetera. Quando due italiani si incontrano per caso all’estero, la loro prima reazione è un gran ridere. “Che fai qui?…” “E tu?”». Leggi il seguito di questo post »
Giù il sicario. Carmelo Bene ed Ennio Flaiano
Quando farò un film su Carmelo Bene, questa sequenza da Colpo rovente (1969) di Piero Zuffi figurerà prima ancora dei titoli di testa. Anzi, visto che con ogni probabilità non farò un film su Carmelo Bene, fate conto che questo sia il mio film.
La scena è tratta da un giallo italiano che vidi per la prima volta a Venezia, nella benemerita rassegna di Marco Giusti sul cinema di genere, e che mi colpì a tal punto da procurarmene un’edizione pirata sottotitolata in greco moderno (di meglio eBay non offriva).
Qui Bene fa la parte di un sicario pallido e misantropo che attraversa impaziente e pressoché inavvertito i ritrovi dei giovani contestatori. È ricercato dalle forze dell’ordine, che per dargli la caccia non hanno che foto e filmati: e lui, per depistarli, si nasconde nello sgabuzzino di un albergo e si cambia d’abito.
Una sorta di involontaria autoallegoria, non vi pare? Leggi il seguito di questo post »
Plateali sbadigli
“Comunque Salomè [di Carmelo Bene] è uno spettacolo che non lascia indifferenti. Ci ha persino svegliati”. Adelphi riporta in libreria Lo spettatore addormentato di Ennio Flaiano, l’unico libro sul teatro che possa leggere anche chi, come me, detesta il teatro.
Ho scritto: “riporta in libreria”. Ma mi accorgo ora della differenza tra la mole di pagine della mia vecchia edizione Rizzoli e di questa nuova (che è quasi la metà). E oltretutto, cambiano i nomi dei curatori. Gli amici flaianologi mi spieghino l’arcano. Leggi il seguito di questo post »


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