Guido Vitiello

Archive for novembre 2010

“Cameriere, c’è un refuso nel mio piatto!”

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Ci sono letture che ti fanno sobbalzare sulla sedia, qualunque sia la tua disposizione d’animo del giorno. Oggi pomeriggio, aprendo a caso La montagna incantata di Thomas Mann, mi sono imbattuto per l’ennesima volta in una pagina che non riesco a togliermi dalla testa da anni: quella in cui Hans Castorp, in sogno, assiste allo smembramento rituale di un bambino, nella parte più oscura e inaccessibile di un tempio greco:

«Due femmine grigie, mezze nude,dai capelli arrufffati, coi seni pendenti da streghe e i capezzoli lunghi un dito, erano intente  , fra recipienti di fiamma, ad una crudele bisogna. Esse straziavano sopra una bacinelle il corpo di un bambino, lo squrciavano con le mani, in un silenzo selvaggio (Hans Castorp vide tenui fili biondi miesti a sangue) e ne inghiotttivano pezzi,così che le ossa scricchiolavano nella loro bocca dalle cui labbra orrende goccolava il sangue. Un gelido orrore teneva legato Hans Castop. Egli avrebbe voluto fuggire, ma gli sembrava di essere inchiodeato al suolo”. Leggi il seguito di questo post »

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novembre 29, 2010 at 8:32 PM

La tv prima della tv

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novembre 27, 2010 at 4:22 PM

Pubblicato su Fumetti, Tv

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Il biblioterapeuta

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«Faceva il biblioterapeuta. Sapeva curare malattie psichiche, somatiche e psicosomatiche, ordinando ai suoi pazienti di leggere i libri più strani che si potessero immaginare. Il paziente gli spiegava i sintomi e lui, consultando unicamente la sua memoria, forniva il titolo di un libro arcano, rarissimo, nel quale stava scritto tutto quello che il paziente doveva sapere per guarire. Accadeva che molti dei pazienti partissero per una ricerca infinita di tomi assurdi, e che per leggerli dovessero imparare lingue straniere o morte da millenni. Così si dimenticavano della loro malattia, o la malattia si dimenticava di loro, oppure la ricerca li portava altrove, a incontrare qualcuno che altrimenti non avrebbero mai incontrato, o a girare un angolo della loro vita che non aveva niente a che fare con il loro tormento e che pure era l’unica cosa della quale avevano veramente bisogno. Lui, il biblioterapeuta, ai casi più difficili consigliava libri che non esistevano nemmeno, ma li descriveva così bene, facendo venire una tale voglia di leggerli, che i pazienti, infine disperati, si mettevano a scriverli loro stessi».

(Alessandro Carrera, Librofilia, Cairo Editore 2010)

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novembre 25, 2010 at 10:20 am

Pubblicato su Libri

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Occhialuti dentro. Saviano e l’orgoglio nerd

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Devo confessare: ogni tanto, durante i monologhi di Roberto Saviano a Vieni via con me, perdo il filo del discorso. Sarà che ho la soglia di attenzione di un bambino di tre anni, sarà che i suoi tempi scenici non sono propriamente pimpanti, non so. Ma quando questo accade, la mia concentrazione si sposta immancabilmente sui suoi gesti e sui suoi tic.

Gli uni e gli altri, come avrete notato, ruotano come satelliti intorno alla sua testa (la metafora non è mia: fu il dotto della tarda antichità Sinesio di Cirene ad accostare la calvizie alla sfericità perfetta dei corpi celesti).

I gesti sono tutti molto studiati, e possono dare un’impressione di affettazione: a volte Saviano si porta fuggevolmente un dito alla tempia, l’indice o il medio, come a sottolineare l’incessante lavorìo della sua mente, o a invitare gli spettatori a usare la propria testa. Altre volte si cinge la testa con entrambe le mani, e sembra voler rendere visibile la fatica del pensiero e della testimonianza. Leggi il seguito di questo post »

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novembre 24, 2010 at 11:54 am

Pubblicato su Deliri, Tv

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I lettori e il diritto alla noia

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Già che sono in vena di ripescare cose dimenticate dalle grandi riviste del passato, ecco una bella pagina apparsa su Tempo Presente quasi cinquant’anni fa, nel 1962. È tratta dagli Appunti sul costume letterario di Giovanni Russo, a metà tra il diario e il simposio tra amici e colleghi. Dei suoi interlocutori Russo non fa mai il cognome, ma certi nomi (uno a caso: Ennio) lasciano poco spazio al mistero. Peraltro fu proprio Giovanni Russo, anni fa, a ricordare che il criterio del nome serviva a Flaiano per distinguere tra i veri amici e quegli insopportabili adulatori che ostentano familiarità immaginarie: “Sono quelli che mi chiamano Ennio”, diceva pressapoco; “gli amici, invece, mi chiamano Flaiano”.

L’argomento della discussione è qui la Noia, se abbia o meno “il diritto di assidersi al fianco della Musa”, e soprattutto quel singolare pudore di critici e recensori nel farne un metro per giudicare il valore di un libro. Una reticenza che, in fin dei conti, tradisce una visione della lettura come pratica tetra e puritana, i cui piaceri vanno cautamente dissimulati. Leggi il seguito di questo post »

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novembre 23, 2010 at 5:05 PM

Piccolo spazio carcerario

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Written by Guido

novembre 23, 2010 at 1:01 am

Bibliomanzia: trovate l’anima gemella!

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Alcuni ricorderanno la candida e disperata domanda che Sigmund Freud rivolse un giorno a Marie Bonaparte: Was will eine Frau eigentlich?, ovvero: cosa diavolo vogliono le donne? Dopo trent’anni passati a curare isteriche, il pover’uomo era da capo a dodici. E io, assai più modestamente, con lui. Non aspettatevi dunque risposte al Grande Enigma. Ho però escogitato un metodo, una novissima scienza applicata che ho battezzato per l’occasione Ars Magna Bibliomantiae, ovvero: come capire se una ragazza fa per voi dal modo in cui sottolinea i libri (per le lettrici, può essere un utile strumento di autoanalisi).

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novembre 21, 2010 at 1:30 PM

Pubblicato su Trattati bonsai

Cose buone dal “Mondo”, II – Eutanasia e suicidio

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Oggi, a margine del monologo di Saviano sul caso Welby, delle polemiche che ne sono seguite (più insulse del solito) sull’eutanasia e il diritto di scegliere la propria morte, il mio Qohelet Daily – il giornale composto unicamente di vecchi articoli – pubblicherebbe questo intervento di Guido Calogero, uno dei grandi filosofi italiani del secolo scorso. Uscì sul Mondo il 20 marzo del 1962 nella rubrica “Quaderno” che occupava il taglio basso della sedicesima e ultima pagina. A quanto apprendo, fu poi ripubblicato in Quaderno laico (Laterza, 1967), che raccoglieva il meglio della rubrica. Prosegue così lo scellerato progetto di ripubblicazione integrale, un articolo a settimana per i prossimi 830 anni, del Mondo di Pannunzio. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

novembre 21, 2010 at 11:35 am

“Un governo Montezemolo, pare”

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Inquietanti profezie da Boris 2 (che aveva previsto anche il caso Marrazzo e il Noemi-gate con L’affaire Martellone).

Written by Guido

novembre 21, 2010 at 10:35 am

Pubblicato su Deliri, Politica, Tv

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Sciocchezzaio libresco. Sette luoghi comuni sulla lettura

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Il Dictionnaire des idées réçues di Flaubert ha inaugurato un genere letterario meraviglioso: lo sciocchezzaio, il repertorio di luoghi comuni. Dopo di lui Léon Bloy e Karl Kraus, Paul Valéry e Arthur Schopenhauer sono stati gli insuperati cataloghisti e fustigatori delle banalità e dei cliché correnti.

Eppure, in tutto il repertorio di Flaubert i luoghi comuni che riguardano il libro e la lettura si contano sulle dita di una mano. Il più diretto è questo: Libro – Qualunque esso sia, sempre troppo lungo. Poi qualcosa sul carattere ozioso dei letterati, sui benefici e i danni della stampa, e poco altro.

Qualcuno dovrebbe incaricarsi di colmare questa lacuna, dedicando un libro intero al censimento delle banalità che si dicono intorno ai libri. Per parte mia, confesso, non ho il tempo né la voglia di imbarcarmi nel proverbiale «sporco lavoro che qualcuno deve pur fare». Forse la cosa migliore è farne un’opera collettiva. Dunque, mi limiterò a segnalare i primi luoghi comuni che mi vengono in mente. E se avrete la bontà di suggerirmene altri, sarò ben lieto di aggiornare l’elenco. Leggi il seguito di questo post »

Written by Guido

novembre 19, 2010 at 7:44 PM